
Sì al progetto di legge federale sul divieto di dissimulare il viso, come vuole il Consiglio federale. Dopo il Consiglio degli Stati, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale (CIP-N) propone al plenum, con 21 voti contro 1 e 3 astensioni, di approvarlo non modificandolo. Il progetto del governo, presentato lo scorso ottobre, mira a concretizzare l'articolo costituzionale sul divieto di dissimulazione del volto, approvato in votazione popolare nel marzo 2021 dal 51,2% dei votanti.
Questione controversa
Come era avvenuto per l'omologa Commissione degli Stati, anche in seno alla CIP-N la questione dell'entrata in materia è stata controversa, indicano in una nota odierna i servizi del Parlamento. La commissione ha infine deciso con 18 voti contro 6 e 1 astensione di entrare in materia sul disegno. Secondo la maggioranza, la volontà espressa nella votazione popolare dovrebbe essere attuata in modo efficace a livello federale, il che è possibile in modo conforme alla Costituzione sulla base dell'articolo 123 di quest'ultima. Una minoranza sostiene invece che il divieto di dissimulare il viso sia una questione di ordine pubblico e quindi di competenza dei Cantoni.
La multa
Secondo il disegno di legge, la violazione del divieto di dissimulare il viso è punita con una multa fino a 1'000 franchi. Una proposta di fissare la multa a 200 franchi è stata respinta con 13 voti contro 11. La legge definisce inoltre le eccezioni a tale divieto, precisano ancora i servizi parlamentari. Il disegno del Consiglio federale prevede inoltre che le autorità competenti possano autorizzare la dissimulazione del viso qualora la persona stia esercitando i diritti fondamentali delle libertà di opinione e di riunione. È stata respinta con 17 voti contro 7 la proposta di applicare in modo illimitato il divieto di dissimulare il viso anche durante le dimostrazioni autorizzate. La Commissione si è pure espressa con 15 voti contro 9 contro una proposta tesa ad autorizzare la dissimulazione del viso anche qualora la giustifichino motivi legittimi. Dovrebbero poter dissimulare il proprio viso per esempio le donne vittime di violenza domestica che partecipano a dimostrazioni. Secondo la maggioranza commissionale, questo caso è già contemplato nella garanzia delle libertà di opinione e di riunione di cui all'articolo 2 capoverso 3 lettera a della legge, concludono i servizi del Parlamento.

