
Nella sua prima conferenza stampa in veste di consigliere federale eletto, Didier Burkhalter ha giudicato "utile" l'acceso dibattito politico sulla concordanza e sulla rappresentazione delle minoranze linguistiche che ha preceduto la sua elezione. Per quanto riguarda la ripartizione dei Dipartimenti - che verrà discussa venerdì dal Consiglio federale - il liberale radicale neocastellano si è mostrato cauto, ma ha lasciato intendere che il Dipartimento federale dell'interno (DFI) sarebbe particolarmente allettante a causa dei diversi cantieri aperti."Sono stato eletto in qualità di consigliere federale, non come capo di un Dipartimento", ha affermato Burkhalter, aggiungendo che "non c'è fretta di decidere e mi rallegro di qualsiasi dicastero mi toccherà". Ha comunque evidenziato la necessità di accelerare le riforme in ambito sanitario, ad esempio con l'introduzione del cosiddetto "managed care", modello che mira a coordinare meglio il lavoro dei diversi operatori, limitando in tal modo i costi. Così facendo ha caldeggiato indirettamente l'opzione - definita "evidente" - che lo vedrebbe assumere la guida del DFI al posto del suo predecessore Pascal Couchepin, in carica fino alla fine di ottobre.Rispondendo alle domande dei giornalisti, Burkhalter ha pure auspicato la creazione di un Dipartimento della formazione, ma non ha voluto dilungarsi sulla questione per non violare "la collegialità già dopo poche ore".Il consigliere agli Stati neocastellano ha comunque affermato che la sua elezione non comporterà un cambiamento di rotta in seno al Consiglio federale: "piuttosto cambierà l'atmosfera in parlamento", ha osservato, alludendo alle tensioni emerse tra i partiti in vista della sua elezione.ATS
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