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Svizzera
Burkhalter sorpreso dall'UE
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Redazione
10 anni fa
Le reazioni svizzere al discorso di Theresa May: "Procediamo coi bilaterali, ma la questione va chiarita"

La premier britannica Theresa May ha annunciato ieri in un discorso alla Lancaster House di Londra di volere una Brexit in versione “strong”. Per la nuova inquilina di Downing Street un'adesione "parziale" della Gran Bretagna all'UE "non è possibile" e il Parlamento britannico sarà chiamato a votare sull'accordo finale emerso dai negoziati con Bruxelles. Le parole della premier hanno interessato anche la Svizzera, visto che Berna negli ultimi mesi è stata al centro di complessi negoziati con l’UE sull'applicazione del 9 febbraio.

Le reazioni dei politici non sono mancate. Entusista il democentrista Roger Köppel, secondo cui la posizione britannica rafforzerà ulteriormente la posizione svizzera nei confronti dell'UE. “Altri modelli sono possibili e devono essere considerati se a volerli è la maggioranza della popolazione”, ha dichiarato al Blick. Di ben altro avviso la consigliera nazionale PPD Kathy Riklin: "La posizione britannica “non ci farà ottenere concessioni da Bruxelles nei prossimi anni”, ha ammonito. Ancora più scettica la liberale Christa Markwalder, che ha ribadito l’importanza dell’accesso al mercato unico europeo, che la Gran Bretagna vorrebbe invece abbandonare.

E sulle colonne della Neue Zürcher Zeitung si è espresso anche il ministro degli esteri Didier Burkhalter, che sul tema dei bilaterali ha dovuto dialogare a più riprese con Bruxelles. “Non sono sorpreso dalle dichiarazioni di Theresa May – ha spiegato – è uno scenario che abbiamo già anticipato. Se la Gran Bretagna abbandonerà il mercato unico europeo saranno necessari nuovi accordi tra Londra e Berna”.

Ma se da un lato la Gran Bretagna si prepara a difendere una posizione dura nei confronti dell’Europa, dall’altra c’è la Svizzera che con Bruxelles ha dovuto cercare la via del compromesso sull’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Una scelta che non ha trovato l’unanimità: “Noi andremo avanti sulla via bilaterale – ha ribadito il consigliere federale – Una via che rispecchia il volere del popolo svizzero. Ritengo però che la questione vada chiarita ancora una volta: deve restare questa la rotta tracciata anche per le prossime generazioni?”

“Per il Consiglio federale la via è giusta ma, ripeto, la questione deve essere chiarita”. Un punto chiave della politica estera svizzera dei prossimi mesi potrebbe essere il raggiungimento di un accordo quadro con l’UE per discutere le misure correttive da applicare per limitare l’immigrazione che potrebbe prevedere la giurisdizione europea, ma Burkhalter rassicura: “I giudici europei non avranno l’ultima parola. Ovviamente le misure dovranno essere adeguate. L’Europa non vuole che vengano messi in discussione i bilaterali e non ci muoveremo in questa direzione”.

In passato Burkhalter si era detto ottimista riguardo a una soluzione di compromesso con l’Unione europea, ma in parte ha dovuto ricredersi. “Sono stato forse troppo ottimista, l’UE non ha voluto compiere un passo nella nostra direzione per quel che riguarda l’immigrazione, e per me è stata una sorpresa… Una soluzione condivisa sarebbe stata nell’interesse di entrambi”.

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