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Svizzera
"Burkhalter? Non ha fegato"
"Burkhalter? Non ha fegato"
"Burkhalter? Non ha fegato"
Redazione
10 anni fa
Dure critiche al capo del DFAE, che invita a non rompere le relazioni con Ankara: "Troppo morbido, vuole piacere a tutti"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di portare avanti una vera e propria epurazione nei ranghi dell’esercito, delle forze dell’ordine e di tutto l’apparato statale e le reazioni da parte dei leader di tutto il mondo non si sono fatte attendere.

Il tutto, si mormora nei corridoi di Palazzo Federale, senza che il capo del Dipartimento federale degli affari esteri Didier Burkhalter abbia mosso un dito. Le critiche si sono acutizzate in seguito alla dichiarazione del delegato d'affari dell'ambasciata turca a Berna riguardo i sostenitori di Fetullah Gülen residenti in Svizzera (vedi articolo suggerito).

"Non ha fegato", è uno dei rimproveri che gli vengono mossi da Berna. Burkhalter aveva criticato il tentativo di golpe contro Erdogan, invitando poi il governo turco a rispettare i diritti umani durante l’inevitabile caos che sarebbe seguito.Da allora, sostengono i suoi detrattori, un silenzio tombale.

"Il problema è che Burkhalter vuole essere ben voluto da tutti", ha commentato al quotidiano "24 Heures" il consigliere nazionale UDC Claudio Zanetti. "Prima chiama sempre Bruxelles e Berlino per vedere che aria tira".

“Non abbiamo una politica estera sovrana - ha proseguito Zanetti - Che prenda esempio dal Ministro degli esteri austriaco che lavora indipendentemente e ha già convocato l’ambasciatore turco per dei chiarimenti”.

Per una volta, le critiche provenienti dalla destra sono egualmente riprese anche dalla sinistra: “Come facciamo a parlare di diritti umani e poi tacere quando questi non vengono rispettati?”, si chiede il deputato socialista Manuel Tornare.

"Burkhalter dovrebbe essere il portavoce della posizione politica svizzera", prosegue Tornare, che vedrebbe di buon occhio almeno la convocazione dell’ambasciatore turco.

Al pari di Kathy Ricklin (UDC), secondo cui il DFAE non sarebbe stato capace di anticipare quanto accaduto dopo il golpe, limitandosi a frasi di circostanza: "Burkhalter ha reagito troppo presto agli eventi in Turchia e si è fatto sopraffarre da quanto avvenuto dopo".

Per Burkhalter si tratta di critiche che si sommano a quelle ricevute per la sua "morbidezza" nel trattare con l’UE.

Una posizione che in molti a Berna, stando a quanto riporta il Blick, non capiscono più.

Nel frattempo, il consigliere federale ha rilasciato un'intervista a RTS nella quale invita alla calma: "Non condanniamo troppo in fretta la Turchia ed evitiamo di rompere le relazioni con Ankara, che svolge un ruolo chiave per la stabilità della regione".

"Con la Turchia abbiamo una relazione intensa e vogliamo mantenere rapporti di fiducia", ha detto il ministro degli esteri. "Il fallito golpe che ha interessato il paese è da condannare perché costituisce la negazione della democrazia. Il rischio ora è che la repressione dopo il tentato colpo di stato sia eccessiva e al riguardo abbiamo espresso la nostra preoccupazione. Ma bisogna mantenere la calma, seguire la situazione con attenzione e non gridare al lupo".

Burkhalter ha sottolineato nell'intervista l'importanza della Turchia per la stabilità dell'Europa: "non bisogna aggiungere elementi destabilizzanti" nella regione, ha detto. Quanto all'accordo sui migranti con l'UE il futuro è incerto. I cittadini turchi residenti in Svizzera, in ogni caso, non hanno nulla da temere.

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