
"Basta sanzionare i gruppi che segnalano la presenza di controlli radar". È questo il titolo della mozione inoltrata oggi al Consiglio federale dal consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, che chiede al Governo "di modificare l'articolo 98 cpv 3 della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) in modo che lo scambio di segnalazioni riguardanti la presenza di controlli radar all'interno di gruppi social chiusi non sia più sanzionabile, e ciò indipendentemente dal numero degli iscritti".
La legge attuale
"La legge sulla circolazione stradale, in vigore dal 1. gennaio 2013, vieta ai privati cittadini la segnalazione pubblica dei controlli radar effettuati dalla polizia", scrive Quadri, precisando che "chi infrange il divieto è punito con una multa, che può essere anche elevata: articoli di stampa riferiscono di sanzioni di 850 franchi. Anche una segnalazione all’interno di gruppi social chiusi può però essere considerata pubblica, in particolare se il gruppo ha oltre 30 iscritti; a stabilire il confine tra segnalazione privata e pubblica è la giurisprudenza. Questa situazione causa incertezze. Inoltre, le sanzioni sono sproporzionate". Per il consigliere nazionale "i controlli di velocità, per avere uno scopo preventivo, devono essere segnalati. In caso contrario, invece di prevenire un’infrazione, e quindi una situazione di pericolo, essi si limitano a sanzionarla a posteriori, quando la situazione di (presunto) pericolo si è già verificata".
Controlli fatti "per fare cassetta"
"La realtà"- scrive Quadri- "è che buona parte dei controlli radar, la (grande) maggioranza dei quali viene effettuato dalle polizie comunali, non risponde ad esigenze di sicurezza, ma a ragionamenti di tipo finanziario. Altrimenti detto, ha l’obiettivo di 'fare cassetta' a spese degli automobilisti. Numerose infrazioni vengono infatti comminate di notte a strade deserte, e riguardano eccessi di velocità di pochi km/h", si continua a leggere nella mozione, dove viene spiegato che "se si vuole che i controlli radar abbiano davvero effetto preventivo - ovvero che servano effettivamente a prevenire un eccesso di velocità su una tratta reputata pericolosa - è corretto che vengano segnalati. Di conseguenza, la penalizzazione di chi avverte tramite gruppi social della presenza di controlli radar non si giustifica e va abolita".
Un costo in più per i cittadini
"Va pure considerato", scrive infine il consigliere nazionale leghista. "che l’aumento del costo della vita e l’esplosione incontrollata dei premi di cassa malati incidono in modo pesante sul reddito dei cittadini del ceto medio e basso. In queste circostanze, anche un paio di multe di poche decine di franchi possono fare la differenza. Insistere con i radar trabocchetto per “fare cassetta” non aumenta la sicurezza stradale. Fa unicamente stato di una volontà persecutoria ai danni degli automobilisti, mirata a penalizzare la mobilità individuale, malgrado essa sia un diritto costituzionale dei cittadini", conclude Quadri.

