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Svizzera
Buona immagine della Svizzera all'estero, almeno prima della vicenda UBS
Redazione
17 anni fa

La Svizzera ha una buona immagine all'estero anche se è conosciuta soprattutto per il Cervino, la cioccolata e altri stereotipi. L'impegno umanitario e il sistema democratico sono invece poco noti. È quanto emerge da uno studio realizzato dall'Istituto di alti studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) prima della vicenda UBS. L'inchiesta è stata condotta fra il 2000 e il 2006. Sono state interrogate 13'119 persone in sette paesi: USA, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Giappone e Cina. Due dati hanno sorpreso i ricercatori: il sostegno in favore dei diritti umani e la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte politiche non sono considerati come tipicamente svizzeri. Una delle spiegazioni possibile è il Comitato internazionale della Croce Rossa e le Convenzioni di Ginevra non vengono associati alla Confederazione. "La Svizzera è fiera del suo impegno" umanitario, ma c'è un fossato fra l'immagine che vuole dare di sè e quella che ne hanno gli altri, precisa Martial Pasquier, autore dello studio. Quanto al sistema politico elvetico, risulta troppo complesso e suscita diffidenza. "Nella maggior parte dei paesi, quando il popolo sconfessa il governo, le teste cadono. Il fatto che questo non avviene in Svizzera crea incomprensione". L'inchiesta si è conclusa prima delle dispute legate al segreto bancario e ai paradisi fiscali. "Non si può negare che la vicenda XSPUBS e il contenzioso con la Libia abbiano arrecato pregiudizio. Ma non avrà conseguenze a lungo termine: l'immagine di un paese è molto stabile e ci vogliono molti avvenimenti su un lungo periodo affinché si modifichi", afferma Pasquier. Per gli Stati Uniti la questione è un po' diversa. "In un decennio, ci sono stati i fondi ebraici in giacenza, il grounding di Swissair e la vicenda UBS, tre avvenimenti che non corrispondono all'immagine della Svizzera" e che potrebbero cambiare le cose, conclude l'autore della ricerca. ATS

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