
Il Gran Consiglio basilese ha respinto di strettissima misura un postulato socialista che, nelle classi di scuole elementare, voleva introdurre quote sia minime che massime: gli scolari con madre lingua tedesca sarebbero dovuti essere almeno il 30% del totale, mentre una singola lingua straniera non avrebbe potuto essere rappresentata oltre il 30%. Moti deputati hanno ammesso che il problema della sezioni in cui vi sono troppi allievi stranieri effettivamente esiste. Spesso per questo le famiglie svizzere abbandonano determinati quartieri. Ma i critici hanno fatto notare che i bambini sarebbero costretti a spostarsi verso sedi scolastiche in cui non ritroverebbero più i loro amichetti di infanzia. Ad approfittarne, in ultima analisi, sarebbero solo gli istituti privati. Il parlamento si è spaccato in due, 34 voti a 34: a decidere è stato il presidente, che si è allineato sulla posizione del governo, contraria al progetto. ATS
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