
Il pubblico ministero ritiene incapace di intendere e di volere l'uomo con problemi psichici che un anno fa investì otto persone a Basilea uccidendone una. Ha dunque fatto sapere oggi che chiederà al tribunale una misura terapeutica. Il 13 marzo 2012, l'uomo di origini macedone, oggi 28enne, dopo essere evaso dalla clinica psichiatrica universitaria di Basilea dove era ricoverato, aveva rubato un'auto e viaggiando a forte velocità in parte sulla strada, ma anche sul marciapiede, aveva travolto otto persone causando la morte di una di esse. Da quel giorno l'uomo si trova nel carcere Waaghof per la detenzione preventiva. Accanto alle indagini, il pubblico ministero ha fatto eseguire anche una perizia psichiatrica, dichiara oggi la Procura in una nota. La conclusione è che l'uomo è "incapace di intendere e di volere" e dunque irresponsabile dei suoi atti, afferma un portavoce. Secondo il nuovo codice di procedura penale, il pubblico ministero non procede a una incriminazione, ma richiede una "misura" al tribunale penale. Questo valuta l'imputabilità dell'accusato. Se ritiene che sia capace di intendere e di volere si procede a un normale processo. Se invece appoggia la richiesta di adottare una misura, può decidere se infliggere una pena detentiva con terapia in prigione o far ricoverare l'uomo in un reparto clinico chiuso. Le misure devono essere rivalutate al più tardi ogni 5 anni, ma dopo continue conferme potrebbero anche durare a vita. Il pubblico ministero accusa l'uomo di omicidio intenzionale, ripetuto tentato omicidio intenzionale, lesioni semplici e rapina, cui si aggiungono diverse infrazioni del codice stradale. ATS
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