
Quattordici mesi dopo il "sì" all'iniziativa contro l'immigrazione di massa, l'Unione europea (UE) resta ferma sulle sue posizioni: non se ne parla di rinegoziare la libera circolazione delle persone con la Svizzera. Per il capo negoziatore dell'UE una nuova votazione in Svizzera sembra "inevitabile, senza dubbio alla fine del 2016".
"È inconcepibile che si faccia un passo indietro. La clausola di salvaguardia appartiene al passato", afferma il polacco Maciej Popowski in un'intervista pubblicata oggi da "La Liberté". Inoltre Bruxelles rifiuta categoricamente, a suo avviso, una reintroduzione del sistema di contingenti e l'applicazione del principio della preferenza nazionale.
Per il nuovo segretario generale aggiunto del Servizio europeo di azione esterna, entrato in carica il primo novembre 2014, spetta alla Confederazione far proposte per uscire dall'impasse. Nel frattempo ogni avanzamento nelle relazioni Svizzera-UE sarà condizionato dall'accordo sulla libera circolazione.
"Noi siamo pronti ad evolvere le nostre relazioni", sottolinea, citando il settore dell'elettricità o un miglioramento dell'accesso della Svizzera al mercato europeo dei servizi finanziari."Ma non sarà firmato nessun accordo durevole prima che siano risolte le questioni istituzionali. Nessun accordo definitivo sarà concluso nel settore istituzionale prima che sia risolto il problema della libera circolazione", ribadisce Popowski.
A suo avviso, gli svizzeri dovrebbero "cambiare logica". "Piuttosto che riflettere su quello che potrebbero ancora immagazzinare potrebbe essere utile se gli svizzeri vedessero gli enormi vantaggi che hanno grazie alla loro partecipazione al mercato interno, che prendono per acquisito", conclude.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

