
Il Ministero pubblico di Zurigo ha incriminato formalmente l'ex consigliere nazionale zurighese dell'UDC Bruno Züppiger, e un suo ex collaboratore in seno allo studo legale Zuppiger & Partner, di appropriazione indebita. La procura chiede una pena con la condizionale di 13 mesi ciascuno. Il 10 di settembre, Bruno Zuppiger aveva annunciato le sue dimissioni con effetto immediato, motivando questo passo con la pressione cui era soggetta la sua famiglia. Zuppiger aveva anche affermato che avrebbe accettato un'eventuale punizione. Il procedimento penale era stato avviato in gennaio dal Ministero pubblico zurighese. All'ex candidato al Consiglio federale la procura rimproverava irregolarità legate alla gestione di un'eredità. Dopo la sessione invernale 2011, il Ministero pubblico aveva esaminato le accuse, decidendo di aprire un fascicolo contro il politico per appropriazione indebita e amministrazione infedele. Quest'ultima accusa è caduta. Zuppiger era stato costretto a ritirare la sua candidatura per l'elezione in Consiglio federale in seguito alle rivelazioni fatte l'8 dicembre dalla "Weltwoche". Secondo il settimanale, lo zurighese avrebbe utilizzato a fini personali parte di un'eredità di cui era esecutore. Prima di morire, una sua dipendente lo aveva incaricato di versare 265'000 franchi a due associazioni di pubblico interesse. Zuppiger aveva però ritardato l'operazione, si sarebbe stornato onorari eccessivi e avrebbe trasferito su un conto personale parte dell'eredità, circa 100'000 franchi. ATS
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