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Svizzera
Brunner avverte, ma spuntano altri nomi
Brunner avverte, ma spuntano altri nomi
Brunner avverte, ma spuntano altri nomi
Redazione
11 anni fa
I partiti borghesi sembrano propensi a scegliere dal ticket, ma la minaccia di Brunner non piace a tutti

A pochi giorni dalla successione di Eveline Widmer-Schlumpf in Consiglio federale, tutta la "suspense" rimane. Il presidente dell'UDC Toni Brunner avverte e minaccia gli altri partiti di non uscire dal ticket dei tre candidati proposti, ma la stampa domenicale avanza altri nomi, tra cui una donna.

Nell'attesa l'Unione democratica di centro, per bocca del suo presidente, dalle colonne della SonntagsZeitung avverte: se l'Assemblea federale non eleggerà uno dei tre nomi - ossia Thomas Aeschi (ZG), Guy Parmelin (VD) e Norman Gobbi (TI) - gli altri partiti dovranno risponderne. E se ci fosse un altro esponente UDC disposto ad accettare una eventuale elezione verrebbe escluso dal partito.

Ma le altre formazioni politiche non sembrano entusiaste dei tre nomi proposti dall'UDC. Sabato alla radio romanda il presidente dei socialisti, Christian Levrat, ha dichiarato che proporre un simile trio alle Camere è una prova di indigenza per un partito che è il primo del Paese.

Critico si è mostrato anche il presidente del gruppo PS in parlamento, il vodese Roger Nordmann, che ha detto: con tutto il rispetto dovuto alle regioni linguistiche, quello del domicilio non può essere il solo criterio per eleggere un consigliere federale. Soltanto nella giornata di martedì, vigilia dell'elezione, i socialisti procederanno ad interrogare i tre candidati ufficiali UDC.

Ma oggi la stampa domenicale ha messo sul tavolo altri nomi di papabili. "Ce ne sono di più indipendenti dalla direzione UDC", ha dichiarato a Le Matin Dimanche il consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/VS).

Secondo la NZZ am Sonntag, ci sarebbe un quarto candidato, la consigliera di Stato sciaffusana Rosmarie Widmer Gysel, mentre la SonntagsZeitung fa anche il nome del consigliere nazionale Thomas Hurter (UDC/SH). In alternativa, poi, ci sarebbe anche un altro sciaffusano, il consigliere agli Stati Hannes Germann. Sempre stando alla stampa domenicale, vengono chiamati in causa il "senatore" Roland Eberle (UDC/TG) e il presidente del governo zughese Heinz Tännler (UDC).

I partiti "borghesi" sembrano invece propensi a scegliere uno dei nomi del ticket ufficiale proposto dall'UDC. Per il PPD nel trio vi sono "persone eleggibili", anche se non è accettabile l'esclusione del partito qualora venisse scelto un altro candidato. Anzi, secondo Filippo Lombardi sarebbe auspicabile che l'UDC togliesse questa clausola che limita la scelta del parlamento. La costituzione prevede infatti che i parlamentari decidano liberamente.

Il PLR farà la sua scelta tra i tre nomi ufficiali proposti dal partito di Brunner e Blocher e anche il Partito borghese democratico dovrebbe fare la stessa cosa, stando a quanto ha fatto intendere il suo presidente Martin Landolt. La libertà di voto rimane tuttavia una opzione possibile. I Verdi hanno annunciato che non sosterranno alcun candidato UDC.

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