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Broker corruttore belga condannato a 18 mesi con la condizionale
Broker corruttore belga condannato a 18 mesi con la condizionale
Broker corruttore belga condannato a 18 mesi con la condizionale
Redazione
8 anni fa
Nella requisitoria, il procuratore ha sottolineato la gravità delle azioni dell'imputato, disoccupato ormai da 6 anni

Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato a 18 mesi con la condizionale un ex intermediario di una società ginevrina attiva nel commercio di petrolio: lo ha riconosciuto colpevole di corruzione di pubblici ufficiali in Congo e Costa d'Avorio.

Secondo l'accusa, il broker belga e altri colleghi della società Gunvor si sono aggiudicati carichi di greggio per l'azienda ginevrina elargendo mazzette a funzionari pubblici congolesi e ivoriani tra il 2008 e il 2012. Fra i corrotti c'erano famigliari di Denis Sassou Nguesso, presidente della Repubblica del Congo (Congo-Brazzaville). Le bustarelle erano a favore di società di comodo con conti in banche ginevrine, belghe e cinesi.

In totale sono stati versati 42 milioni di dollari per corrompere funzionari congolesi e 7,6 milioni per quelli ivoriani. La corruzione ha consentito alla società Gunvor partite di petrolio del valore di diverse centinaia di milioni di dollari.

Con procedura abbreviata, il TPF ha seguito le richieste del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e ha inflitto una pena di 18 mesi con la condizionale di tre anni.

Nella requisitoria il procuratore ha sottolineato la gravità delle azioni dell'imputato, che da sei anni a questa parte non ha più trovato un impiego. "Si trattava - ha notato - di un ambiente di lavoro dove la corruzione era apparentemente un metodo di affari accettato". Un agire che per altro è terminato solo con l'intervento della giustizia. A suo discarico è stato ritenuto il fatto che l'accusato sia stato la sola persone implicata nel delitto a fornire spiegazioni, contribuendo così alle indagini.

A commento della decisione del TPF, l'organizzazione non governativa Public Eye (Dichiarazione di Berna fino a maggio del 2016) nota in un comunicato odierno che la sentenza non chiama in causa solo "un impiegato briccone" ma mette in luce un meccanismo corruttivo organizzato con altri dipendenti di Gunvor; e che i versamenti erano convalidati dal servizio finanziario della società ginevrina.

Public Eye, che denuncia pubblicamente le ingiustizie a danno delle popolazioni svantaggiate, ritiene il caso Gunvor una faccenda "emblematica del commercio di materie prime in Svizzera"; e auspica che la giustizia possa risalire la catena di comando all'interno dell'azienda, messa sotto accusa dal MPC nel maggio del 2017 per "mancanza di organizzazione".

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