
Il voto britannico sulla Brexit presenta molte similitudini con il voto svizzero sull'immigrazione di massa, secondo la ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey.
Interpellata dalla RTS, la ginevrina afferma che "anche questa è stata una votazione sulla questione della globalizzazione e in particolare sul controllo dell'immigrazione".
"La globalizzazione crea dei vincenti e dei perdenti" prosegue Calmy-Rey. "Ci sono delle persone che ne beneficiano e altre che al contrario ne restano escluse e alle quali viene detto che rischiano di perdere il lavoro a causa dell'immigrazione proveniente dall'Unione europea. E soprattutto viene detto loro che la loro cultura, la loro identità è messa in pericolo. Questi argomenti hanno convinto ben oltre la cerchia dei perdenti della globalizzazione."
"Ora la Gran Bretagna potrà riprendere il controllo dell'immigrazione in provenienza dall'UE" afferma ancora l'ex consigliera federale.
Per quanto riguarda la Svizzera, Micheline Calmy-Rey sostiene che la Brexit potrebbe essere positiva, in quanto grazie alla Gran Bretagna il nostro Paese potrebbe così continuare sulla via mediana con l'Unione europea.
Già in passato la ginevrina aveva affermato che la Brexit sarebbe stata benefica per la Svizzera, ciò che le aveva attirato diverse critiche da Berna. Ma lei, anche dopo il voto, resta convinta della sua visione: "Il giorno in cui l'UE uscirà dal suo modello binario - vale a dire o dentro o fuori - e accetterà un po' di diversità nei modi di integrazione, ebbene il voto della Gran Bretagna potrà essere positivo per la Svizzera."
Infine Calmy-Rey sostiene che la Confederazione farebbe meglio a non affrettarsi nelle trattative con l'Unione europea per l'applicazione del 9 febbraio. "Non sono sicura che sia nell'interesse svizzero di correre a Bruxelles per firmare in pochi giorni degli accordi che sono delicati e che manifestamente saranno lungi dal rispondere alle attese degli svizzeri. L'uscita della Gran Bretagna genererà delle discussioni interne all'UE. Alcuni Stati reclameranno una maggiore indipendenza, altri delle riforme istituzionali. Dunque, aspettiamo e vediamo..."
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