
Otto persone risultano disperse dopo l'enorme frana staccatasi ieri dal Pizzo Cengalo, in Val Bregaglia (GR). Stando alle informazioni disponibili, riportate dalla polizia cantonale, con molta probabilità si trovavano nell'area dello smottamento: per sei di esse, i congiunti ne hanno comunicato la scomparsa.
La ricerca dei dispersi è stata intensificata nella notte, anche con l'ausilio di un elicottero dell'Esercito svizzero. Si tratta di alpinisti ed escursionisti, cittadini svizzeri, tedeschi e austriaci. Tra di loro non ci sono persone del posto.
Per evitare l'interferenza di terzi durante queste operazioni, le forze dell'ordine retiche hanno chiesto all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) la chiusura dello spazio aereo sopra la zona di Bondo per un raggio di cinque chilometri. Le ricerche avvengono con l'impiego di 120 persone tra vigili del fuoco, polizia, militari, protezione civile e forze comunali. Si utilizzano al momento due elicotteri e cani da ricerca, oltre ad apparecchi per la localizzazione di telefoni cellulari e telecamere a infrarossi.
Nel frattempo è stata riaperta, a senso alternato, la strada vecchia che collega la parte bassa della Val Bregaglia con quella alta, chiusa ieri in seguito dell'enorme colata di detriti, circa 4 milioni di metri cubi, staccatasi dalla montagna. Dodici stalle e cascine sono state danneggiate e distrutte dalla colata di fango e detriti.
Gli abitanti di Bondo, fatti sfollare ieri per ragioni di sicurezza, non hanno ancora potuto fare rientro nelle proprie case. Il paese resterà isolato almeno fino a domani alle 10.00. Si temono infatti nuove colate di detriti in Val Bondasca. Fino ad allora, quando verrà fatta una nuova ricognizione della situazione, restano sfollate le 100 persone da Bondo e le altre 32 dalle vicinanze.
Aggiornamento delle 15.00: ci sono altri dispersi
In una conferenza stampa organizzata nel pomeriggio a Bondio, le autorità hanno comunicato che potrebbero esserci altre 5-6 persone disperse. Alle 13.30 le forze dell'ordine hanno infatti ricevuto una segnalazione di un parente relativa ad un altro gruppo di 5-6 persone disperse, ha riferito Andrea Mittner della polizia grigionese. Non è tuttavia chiaro se le persone fossero in zona e non si esclude neppure che fossero già ripartite.
La più grande frana degli ultimi decenni
La stima del materiale che si è staccato dal Pizzo Cengalo si attesta a 4 milioni di metri cubi, ha chiarito Martin Keiser dell'Ufficio foreste e pericoli naturali del cantone. Un altro milione di metri cubi di materiale è in movimento, ma non si è ancora staccato dalla montagna. Il volume ha superato di tre volte quello della frana del 2011, facendo registrare il più grande evento franoso degli ultimi decenni nel territorio grigionese.
Secondo quanto riporta un articolo sul sito locale di informazione labregaglia.ch "l'ufficio dei terremoti ha registrato, per lo scoscendimento di questa (ieri) mattina, un sisma del 3° grado Richter. Nella vicina Italia, appena ricevuto l'allarme, è stata aperta la diga del lago di Villa di Chiavenna, per lasciar transitare senza pericolo di inondazioni quello che è un fiume di fango in piena".
La presidente del Governo retico sul luogo
La presidente del Governo retico Barbara Janom Steiner si è recata sul luogo della calamità: "Ho deciso di venire per rendermi conto con i miei occhi di cosa sia successo, - ha dichiarato Janom Steiner - ma sono qui anche per esprimere il nostro sostegno a popolazione e Comune".
"La collaborazione con tutte le forze di intervento funziona al meglio, ha aggiunto - spero dunque che le persone disperse vengano ritrovate quanto prima". La presidente ha infine assicurato la piena solidarietà e il massimo sostegno del Cantone nei confronti della popolazione e del Comune.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

