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Bregaglia, "Abbiamo fatto il possibile per ritrovarli"
Bregaglia, "Abbiamo fatto il possibile per ritrovarli"
Bregaglia, "Abbiamo fatto il possibile per ritrovarli"
Redazione
9 anni fa
Le ricerche degli otto dispersi sono state definitivamente abbandonate. Si temono ulteriori smottamenti a Bondo

Sono state definitivamente abbandonate le ricerche degli 8 escursionisti - quattro tedeschi, due austriaci e due svizzeri - dati per dispersi dopo la frana di mercoledì del Pizzo Cengalo in Val Bregaglia (vedi suggeriti).

Lo ha reso noto la Polizia cantonale, che in un primo tempo stamane aveva comunicato la temporanea sospensione delle ricerche per ragioni di sicurezza.

E' stato appurato che gli escursionisti si trovavano proprio nella zona della frana, scesa a valle al momento del distacco ad una velocità di 250 km/h.

"Non siamo in grado di trovare più nessuno", ha detto Andrea Mittner, della polizia grigionese oggi pomeriggio alla stampa riunita a Bondo. Sono state utilizzate tutte le risorse disponibili - elicotteri, dispositivi di ricerca tecnica, cani e squadre di ricerca - ma nessuno è stato trovato.

"Tutte le otto persone restano disperse", ha aggiunto Mittner, precisando che la polizia è in contatto con le famiglie degli sventurati, alle quali è stata offerta la possibilità di visionare la situazione a Bondo.

A causa del secondo smottamento, risalente a ieri intorno alle 16.30, alcuni abitanti di Bondo, che erano da poco rientrati nelle loro case dopo essere stati fatti sfollare nei giorni precedenti, hanno dovuto abbandonare nuovamente le abitazioni. Nessuno è rimasto ferito. Verso le 21 di ieri, vi è inoltre stato un deflusso di acqua, che il portavoce della polizia Roman Rüegg ha però definito come innocuo. L'allerta resta tuttavia alta. "Il rischio per Bondo è ancora elevato", ha detto in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zuercher Zeitung il geologo Andreas Huwiler, dell'Ufficio foreste e pericoli naturali del canton Grigioni. La quantità di materiale instabile che potrebbe scivolare verso valle in qualunque momento è attualmente molto cospicua. Il pericolo si manifesterebbe soprattutto in caso di diversi giorni di pioggia o di temporali, ha aggiunto l'esperto. Huwiler non ritiene che lo scioglimento del permafrost sia stato l'unico motivo dello smottamento, uno dei più massicci degli ultimi cento anni. A suo avviso, il riscaldamento climatico non provocherà nel corso dei prossimi decenni un aumento drammatico di fenomeni naturali di questo tipo. Una sorveglianza completa del luogo è illusoria per ragioni finanziarie e di personale, ha poi messo in risalto il geologo. Il cantone deve infatti limitare i propri sforzi, concentrandosi su zone dove i danni potenziali sarebbero più ingenti: nei Grigioni ciò corrisponde al 10% del territorio.

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