
Claude Dubois, quando ha rapito la giovane Marie, portava su di sè un braccialetto elettronico, visto che si trovava in regime di arresti domiciliari. Ma il braccialetto non era munito di GPS, per cui le forze dell'ordine, anche se Dubois non si fosse sfilato il braccialetto, non avrebbero potuto seguire i suoi movimenti. Nel canton Vaud, come ha spiegato a Le Matin il direttore della Fondazione vodese per la libertà vigilata, Jacques Monney, solo uno o due persone sono munite di questo dispositivo. "Lo possiamo utilizzare solo nei casi di detenzione preventiva, prima che la persona sia giudicata." Monney ha precisato che non esiste, per ora, nessuna base legale per ricorrere al GPS nel quadro dell'esecuzione di una pena, come nel caso di Claude Dubois. "È considerata una violazione della privacy".
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