
La concessione di borse di studio è stata armonizzata grazie ad un concordato intercantonale approvato dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). La misura prevede l'innalzamento dell'ammontare minimo dei contributi e verrà sottoposta ai cantoni per la ratifica. L'Unione svizzera degli Universitari (USU) la giudica tuttavia insufficiente. Dopo anni di discussioni, il concordato definisce per la prima volta un insieme di norme valide per tutta la Svizzera, ha reso noto oggi a Berna in una conferenza stampa Hans Ambühl, segretario generale della CDPE. Ogni cantone potrà ora stabilire il calendario della propria procedura e decidere se intende aderirvi o meno. I cantoni che lo accetteranno (ne sono necessari almeno 10) dovranno versare ad ogni studente che ne ha diritto una borsa completa di 12'000 franchi annui per una formazione secondaria II (liceo, scuola professionale). Questa somma passerà ad un minimo di 16'000 franchi per studi universitari o universitari professionali. Il vecchio diritto prevedeva rispettivamente 10'000 e 13'000 franchi. Solo cinque cantoni - Vaud, Berna, Zurigo, Grigioni e Soletta - accordano già borse equivalenti o superiori ai minimi fissati dal concordato. Obvaldo e Argovia, da parte loro concedono già contributi di medesima entità per gli studi superiori, ma non per il livello secondario II. Gli altri cantoni, se sottoscriveranno il concordato, saranno costretti ad aumentare i somme minime delle loro borse. Per alcuni di loro ciò rappresenta una forte spesa supplementare, ha dal canto suo affermato la friburghese Isabelle Chassot, presidente della CDPE. Al momento della votazione, avvenuta il 18 giugno scorso, solo due direttori cantonali avevano rifiutato il concordato (Appenzello Interno e Svitto) mentre tre si erano astenuti (Argovia, Glarona e Obvaldo) sia per l'aumento in sé delle borse, sia per il timore di cambiamenti giuridici troppo importanti. Il previsto aumento del minimo delle borse è tuttavia giudicato insufficiente dall'Unione svizzera degli Universitari (USU) che, in un comunicato, parla di "proposta minimizzata e minimalista". In relazione al costo della vita, questa somma dovrebbe raggiungere 20'000 franchi, ha sottolineato Elena Nuzzo del comitato esecutivo dell'USU. L'unione studentesca critica anche le lungaggini prima di un'entrata in vigore del concordato e la misura che prevede la possibilità di ottenere un terzo della borsa sotto forma di prestito. "Obbligare i giovani ad indebitarsi è semplicemente aberrante", denuncia l'USU. Per Isabelle Chassot questo concordato costituisce invece, dopo decine di anni di attesa, "un passo importante sulla strada delle pari opportunità di fronte alla concessione di borse". Oltre alle questioni finanziarie, la convenzione armonizza anche molti altri aspetti. Stipula per esempio che l'attribuzione delle borse spetta ai cittadini svizzeri e agli stranieri che soggiornano in Svizzera da almeno cinque anni. Un limite d'età per il beneficiario può inoltre essere fissato ma non deve essere inferiore ai 35 anni. Viene trattata anche la questione del calcolo della borsa e di quale cantone debba pagare in caso di trasloco. In questo ultimo caso, è il cantone di domicilio dei genitori. ATS
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