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Svizzera
Borsa svizzera, pronto il piano B
Borsa svizzera, pronto il piano B
Borsa svizzera, pronto il piano B
Redazione
8 anni fa
In caso di mancata equivalenza da parte dell'UE, il Consiglio federale è disposto ad adottare eventuali misure di ritorsione

In caso di mancata equivalenza della Borsa svizzera da parte delle autorità di Bruxelles, le altre piazze europee dovranno chiedere alla FINMA, l'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari, un riconoscimento per poter continuare a negoziare titoli svizzeri. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale quale misura a tutela delle borse elvetiche.

Una simile condizione per gli operatori esteri entrerebbe in vigore il primo di dicembre mediante un'ordinanza, ha spiegato oggi in una conferenza stampa a Berna il consigliere federale Ueli Maurer, parlando di Piano B. Il piano A, ossia l'ideale, sarebbe che Bruxelles riconoscesse l'equivalenza della Borsa svizzera non solo per un anno, come deciso a fine 2017, ha aggiunto Maurer.

"La Commissione europea, benché la Borsa svizzera ottemperi a tutti i criteri stabiliti, ha deciso di legare il riconoscimento sine die a progressi nel dossier riguardante il futuro accordo istituzionale tra Berna e Bruxelles", ha detto il ministro delle finanze. Maurer ha ricordato come questa decisione dell'Ue abbia irritato il Consiglio federale, il quale ha parlato né più né meno di una discriminazione ingiustificata da parte di Bruxelles.

Visto che i tempi per un riconoscimento potrebbero allungarsi, il Consiglio federale ha deciso di escogitare un Piano B, anche per rispondere al nervosismo degli operatori nazionali, ricorrendo al diritto di urgenza (articolo 184 della Costituzione federale).

Le altre maggiori piazze europee, per poter continuare a negoziare titoli svizzeri sul mercato elvetico, dovrebbero quindi chiedere un'autorizzazione supplementare alla FINMA. Se non dovessero farlo, violerebbero il diritto elvetico con tutti i danni alla reputazione del caso.

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