
Gli svizzeri vogliono volare sempre di più. Rispetto all’anno scorso Skyguide – la società che si occupa del controllo del traffico aereo – ha registrato che nei primi sei mesi di quest’anno la domanda di voli da parte dei passeggeri è cresciuta persino del 10%. Lo ha indicato oggi la stessa società, annunciando un aumento annuale del 12,8% dei movimenti aerei nei cieli elvetici. Un’impennata netta, che è stata registrata in particolare nel settore dei low-cost, con un +18%. “Il popolo svizzero ama viaggiare. Per noi non è una sorpresa l’essere tornati ormai ai livelli pre Covid”, spiega a Ticinonews il portavoce a livello nazionale di Skyguide, Vladi Barrosa. Le discussioni sul clima, per ora, non hanno quindi avuto effetto sui cieli elvetici. Un aspetto che non sorprende Barrosa. “Il trend è chiaro e quest’anno lo si è visto bene: la gente vuole uscire dalla Svizzera, vedere altri Paesi e conoscere altre culture”.
La sfida dei fenomeni atmosferici
La puntualità dei voli, seppur di poco, è invece in calo. “È diminuita minimamente, ma è ancora a un 96,4%, che è un dato altissimo se comparato con il resto dell’Europa”, prosegue Barrosa. Il motivo principale dei ritardi sono i fenomeni metereologici. Ed è proprio l’aumento del maltempo una delle sfide da affrontare. “In estate abbiamo più temporali, che ci danno molto lavoro e sono una delle ragioni per il calo della puntualità. In generale, però, il 2024 è un anno buono per noi e per l’aviazione in generale”.
Il cruccio da affrontare
Un’altra delle sfide è il cielo sempre più saturo. “Ci sono orari in cui c’è ancora capacità, ma in generale si può dire che la rete europea di volo è saturata. Da vent’anni si parla del cielo unico europeo e purtroppo non succede niente. Lo vediamo: se in un Paese succede qualcosa, ad esempio uno sciopero dei controllori aerei in Francia, si ha un effetto domino per tutto il resto del continente. E questo è un cruccio su cui ci si dovrà presto chinare maggiormente”, conclude Barrosa.

