
Bonus, rendite Avs maggiorate e alcune modifiche per il 2° e il 3° pilastro. Sono questi gli incentivi che il Consiglio Federale starebbe valutando per incoraggiare i lavoratori a continuare l’attività anche dopo l’età pensionabile. Come riporta il Caffè, l’intento è di riuscire a convincere soprattutto l’esercito dei baby boomers, i nati negli Anni 50 ormai quasi sulla via della quiescenza.
Un discorso che si starebbe facendo urgente dopo l’affossamento della riforma della previdenza, bocciata lo scorso autunno dai cittadini, che nelle intenzioni del ministro socialista della sanità Alain Berset avrebbe dato fiato alle asfittiche casse dell’Avs.
Tra le soluzioni ipotizzate da Berna, la contabilizzazione delle quote Avs di chi lavora dopo i 65 anni (64 le donne). Oggi questi versamenti non cambiano il calcolo globale della rendita finale, che si ferma al raggiungimento dell’età pensionabile per legge. Il cambiamento permetterebbe invece a chi mantiene un’attività (anche se già al beneficio dell’Avs) di aumentare globalmente la sua rendita. Così da colmare eventuali buchi assicurativi.
Un’altra pista prevede di esonerare dal pagamento delle quote Avs i lavoratori over 65, il che aumenterebbe il loro stipendio a fine mese. Interessante anche per l’imprenditore, che non pagherebbe più la sua parte.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Caffè.
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