
Il Consiglio degli Stati ha definitivamente respinto la proposta di vietare totalmente i bonus e le remunerazioni variabili per le banche di rilevanza sistematica (come UBS). La decisione, approvata con 32 voti contro 9, pone fine a una proposta che era stata sostenuta dal Consiglio nazionale nel maggio 2023, ma che è stata giudicata eccessiva e "radicale" dalla Camera del popolo e dalla ministra delle finanze Karin Keller-Sutter.
Verso una regolamentazione più mirata
Al posto di un divieto assoluto, la maggioranza parlamentare ha preferito puntare su una regolamentazione più mirata, facendo riferimento a una mozione del consigliere agli Stati Jakob Stark (UDC/TG) già approvata dal Parlamento. L'obiettivo è riformare i sistemi retributivi affinché non creino incentivi negativi per la stabilità del sistema finanziario; in particolare, le nuove norme dovranno garantire che i bonus non vengano versati se la banca non ottiene risultati commerciali positivi.
Scontro politico tra borghesi e sinistra
Il dibattito ha visto contrapporsi i partiti borghesi e la sinistra, che per bocca di Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU) ha tentato invano di difendere la mozione originale presentata nel 2021 dalla consigliera nazionale Prisca Birrer-Heimo (PS/LU). Nonostante le preoccupazioni nate in seguito al collasso di Credit Suisse e alla successiva operazione di salvataggio, gli Stati hanno stabilito che non vi è ulteriore necessità di intervento legislativo oltre alle limitazioni già previste.

