
A un anno dall'enorme frana avvenuta nei pressi di Bondo, le otto vittime risultato ancora disperse. Una nuova operazione di ricerca organizzata nel luglio di quest'anno nella valle laterale della Bondasca è infatti rimasta senza esito. In una conferenza stampa organizzata oggi in una scuola a Stampa, frazione del comune di Bregaglia (GR), in presenza del consigliere federale Guy Parmelin, il sindaco di Bregaglia Anna Giacometti ha voluto ricordare le otto vittime, provenienti da Svizzera, Germania e Austria, dello smottamento del 23 agosto dal Pizzo Cengalo.
Lo scorso luglio circa dieci persone - giunte nell'area con un elicottero - hanno setacciato la zona colpita dalla frana alla ricerca degli otto escursionisti scomparsi da ormai quasi un anno. Le ricerche sono concluse e i famigliari delle vittime sono stati informati dell'esito negativo.
Pizzo Cengalo sotto osservazione
Dal 5 luglio, dopo un periodo di inattività durato tutto l'inverno e la primavera, circa tre milioni di metri cubi di roccia - pari al volume staccatosi un anno fa - sono di nuovo in movimento, ha detto Martin Keiser dell'Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali. In un comunicato odierno, il Comune di Bregaglia ha avvisato che a causa del pericolo di nuove frane e colate in Val Bondasca, tutti i sentieri della valle laterale sono chiusi. Se i movimenti perdureranno si teme già per questa estate una frana di oltre un milione di metri cubi.
"Lungo le acque in Val Bondasca sono depositati all'incirca 1,5 milioni di metri cubi di materiale roccioso franato che, con sufficiente acqua, può essere messo facilmente in moto" si legge nella nota. "Finora non si sono verificate precipitazioni intense e persistenti; si prevede però che, soprattutto in caso di violenti temporali estivi o di una nuova frana di grande dimensioni, nuove colate detritiche raggiungano il fondovalle nei pressi di Bondo. I movimenti sulla montagna e l'evoluzione meteorologica dell'estate 2018 sono quindi determinanti per l'andamento futuro degli eventi".
Christian Rathgeb, membro del Governo dei Grigioni, ha dichiarato che il sistema di allarme del Piz Cengalo è in fase di ampliamento. La montagna è ora sotto costante sorveglianza tramite radar, telecamere e la presenza di esperti.
Il Comune si è preparato al meglio per altri possibili eventi a Bondo. Il bacino di ritenzione è stato provvisoriamente ampliato fino a raggiungere circa 300'000 m3di capacità ed è stato elaborato, in collaborazione con gli enti cantonali, un piano di emergenza. La popolazione è stata informata dettagliatamente sul comportamento da osservare in caso di emergenza. Nel caso in cui l'accesso al paese dovesse nuovamente essere minacciato, resta a disposizione la strada provvisoria attraverso il ponte d'appoggio militare.
Parmelin: "ci vorrà ancora tempo"
Il consigliere federale Guy Parmelin ha dal canto suo ricordato la visita effettuata lo scorso settembre: i danni erano enormi, ma la catastrofe è stata gestita bene dalla Confederazione, dal canton Grigioni e dal Comune di Bregaglia. La ricostruzione richiederà ancora un po' di tempo, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), che giudica l'intervento dell'esercito "rapido e molto professionale".
La Svizzera, ha ribadito, dovrebbe prendere esempio da questa cooperazione a favore della protezione della popolazione: "Il nostro sistema di milizie ha dimostrato ancora una volta la sua validità", ha sottolineato il ministro, che ha ringraziato il popolo svizzero per la grande solidarietà. Giacometti dal canto suo ha espresso la sua gratitudine nei confronti degli abitanti di Bondo per come hanno affrontato il disastro naturale e anche per la grande ondata di solidarietà creatasi nei confronti della Bregaglia.
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