
V'è anche il capo delle Forze aeree Aldo Schellenberg nel mirino dell'indagine penale preliminare avviata dalla Giustizia militare per le indiscrezioni legate al progetto di difesa contraerea DTA/BODLUV, ormai accantonato dalla Confederazione. Lo riportano oggi Tages-Anzeiger e Bund. L'inchiesta, ordinata dal capo dell'Esercito André Blattmann, ha però accertato che nessuno può essere accusato di violazione del segreto d'ufficio e non avrà dunque un seguito. I quotidiani scrivono che la raccolta di prove preliminare è iniziata lo scorso 16 novembre e si è svolta nella riservatezza più assoluta. La Giustizia militare ha cercato di stabilire se il comandante di corpo avesse rivelato a terzi informazioni riservate. I fatti sono in relazione al programma "Difesa terra-aria 2020" (DTA, più noto con la sigla tedesca BODLUV), sospeso la scorsa primavera dal Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Il portavoce della Giustizia militare Tobias Kühne ha riconfermato all'ats la notizia riportata dai due quotidiani e ha precisato che i primi risultati dell'inchiesta sono stati presentati ieri. Ne emerge che nessuno - Schellenberg compreso - può essere accusato di condotta penalmente reprensibile, nella fattispecie di violazione del segreto d'ufficio. Secondo Kühne, le indagini ordinate dal capo dell'esercito elvetico non erano indirizzate contro una singola persona, bensì avevano come scopo il chiarimento dei fatti. Già il 15 aprile, Blattmann aveva chiesto alla Giustizia militare di avviare un'assunzione preliminare delle prove contro ignoti, per il sospetto di trasmissione non conforme alle prescrizioni di informazioni ottenute in ragione della carica. Nonostante un'inchiesta approfondita, non era però stato possibile accertare alcuna violazione, aveva reso noto il DDPS in novembre. Tuttavia, durante un'audizione in giugno, una persona interrogata - la cui identità resta al momento ignota - aveva fatto il nome di Schellenberg, inducendo Blattmann a chiedere verifiche sulla posizione del capo delle Forze aeree, uno dei suoi tre diretti subordinati. Il giudice istruttore è però giunto alla conclusione che nessuna accusa può essere mossa verso il comandante di corpo o altre persone, ha dichiarato Kühne. Secondo il portavoce, Blattmann, che resterà in carica fino al 31 dicembre prima di cedere il posto al suo successore Philippe Rebord, ha così deciso di non far proseguire ulteriormente le indagini.
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