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Svizzera
Bocciate le iniziative agricole, sì alle vie ciclabili
Bocciate le iniziative agricole, sì alle vie ciclabili
Bocciate le iniziative agricole, sì alle vie ciclabili
Redazione
8 anni fa
Il risultato ufficiale: la popolazione respinge entrambe le proposte di modifica costituzionale mentre approva il decreto sulle piste ciclabili.

Ora è ufficiale, le iniziative agricole sono state respinte: entrambe le proposte di modifica costituzionale sono state bocciate dalla maggioranza dei Cantoni. Finora hanno votato sì (ad entrambi i testi): Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Giura. Quattordici Cantoni hanno invece opposto un rifiuto. Complessivamente i no agli alimenti equi sono il 60%, mentre quelli alla sovranità alimentare si attestano al 66%.

È passato invece il decreto federale sulle vie ciclabili, i sentieri e i percorsi pedonali.

Respinte 9 su 10

Dopo la doppia bocciatura odierna dei testi agricoli, restano 22 le iniziative popolari accolte nei quasi 130 anni di esistenza di questo strumento di democrazia diretta. Si conferma dunque il trend secondo cui la loro riuscita è rara: il 90% non ha superato l'esame delle urne. Dal 1891 sono state lanciate circa 460 proposte di modifica costituzionale, di cui 332 sono riuscite. Su 213 si è andati a votare e, in 191 casi, l'esito è stato negativo. Delle 22 iniziative accolte, 10 sono state approvate negli ultimi 20 anni, l'ultima ("affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli") il 18 maggio 2014. La penultima iniziativa iscritta nella Costituzione è stata quella UDC contro l'immigrazione di massa, che tanto ha fatto discutere per la sua applicazione: è stata approvata il 9 febbraio 2014.

PS:"Rammaricati, ora si promuova il commercio equo"

Il Partito socialista prende atto con rammarico del no opposto dai votanti alle due iniziative agricole. In un comunicato la formazione di Christian Levrat sottolinea comunque come nel dibattito sia emerso che fra la popolazione è molto diffusa l'esigenza di promuovere il commercio equo. Per questa ragione i criteri di sostenibilità devono essere compresi nell'elaborazione dei prossimi accordi di libero scambio, afferma il consigliere nazionale zurighese Fabian Molina, citato nella nota.

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