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Svizzera
BNS: "L'aumento dei dazi ha un impatto solo su una parte dell'economia"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
5 mesi fa
La BNS conferma una politica monetaria stabile nonostante i dazi americani e sostiene che l'economia elvetica rimanga moderatamente positiva, con inflazione sotto controllo. Non vi sono segnali di preoccupazione, anche se l'incertezza resta alta, e si prevede un aumento dell'inflazione nei prossimi trimestri.

Malgrado i dazi americani la congiuntura elvetica rimane moderatamente buona e l'inflazione è sotto controllo: non c'è motivo, quindi, per cambiare la politica monetaria, tanto più che i precedenti tagli del tasso guida avranno un impatto solo dopo un certo tempo. È questa, in estrema sintesi, la posizione dei vertici della Banca nazionale svizzera (BNS). "L'aumento dei dazi statunitensi ha un impatto diretto solo su una parte dell'economia", si legge nel documento che viene pubblicato oggi per la prima volta dalla BNS, sulla scia di una maggiore volontà di trasparenza espressa dal presidente della direzione Martin Schlegel. "Al momento non vi sono segnali evidenti che gli effetti negativi dei dazi sui settori orientati all'esportazione interessati si propaghino ad altri comparti dell'economia".

Incertezza elevata

Nel complesso agli occhi della BNS la situazione economica elvetica attualmente non desta preoccupazione, malgrado le barriere doganali. "La maggior parte degli indicatori congiunturali continua a mostrare una crescita moderata". L'incertezza rimane però elevata, mettono in guardia gli esperti. Sul fronte dei prezzi, il rincaro si situa nell'area considerata di stabilità, cioè fra lo 0% e il 2%. "La direzione generale ha ritenuto che in tale contesto non fosse opportuno allentare ulteriormente la politica monetaria", si legge nel rapporto. "Dalla situazione descritta la direzione ha dedotto che attualmente la politica monetaria agisce in senso espansivo. Inoltre l'allentamento attuato nei trimestri precedenti dispiegherà i suoi pieni effetti solo con un certo differimento temporale. Alla luce della debole pressione inflazionistica e delle prospettive economiche leggermente offuscate, la politica monetaria espansiva contribuisce a far sì che l'inflazione salga nei prossimi trimestri così come indicato nella previsione condizionata e in sostegno alla crescita economica".