
La Banca nazionale svizzera (BNS) vede di buon occhio l'indebolimento del franco. La valuta elvetica tuttavia continua ad essere sopravvalutata, secondo Jean-Pierre Danthine, vicepresidente della direzione dell'istituto di emissione. Sulla scia del recente rafforzamento dell'euro, che ha sfondato quota 1,25 franchi, Unia aveva chiesto la scorsa settimana alla BNS di portare da 1,20 a 1,25 franchi la soglia minima di cambio dell'euro. "La politica del corso minimo non è costruita per permettere una modulazione fine del livello di tale soglia", risponde Danthine in un'intervista pubblicata oggi dai quotidiani "Tribune de Genève" e "24 Heures". "Il corso del franco rispetto all'euro è libero di muoversi al di sopra della soglia di 1,20 franchi", osserva. Stamane la moneta unica era negoziata attorno a 1,24 franchi. "Sui mercati è ritornato l'ottimismo e quindi i porti sicuri come il franco perdono attrattività", ha affermato Cyrus de la Rubia, capo economista presso la HSH Nordbank, parlando con l'agenzia Reuters. Soprattutto da quanto la Banca centrale europea nella tarda estate ha ventilato la possibilità di acquistare illimitatamente prestiti degli Stati in crisi si è assistito a un allentamento della tensione nel campo del debito sovrano, ha dichiarato dal canto suo Lutz Karpowitz, analista della Commerzbank. Lo specialista prevede che gli investitori continueranno a voltare le spalle alla valuta elvetica. "L'euro dovrebbe salire entro fine anno a 1,30 franchi", ha rilevato l'esperto. Dopo gli ingenti acquisti di euro da parte della BNS a sostegno del franco, secondo de la Rubia ci si chiede se e quando la banca centrale elvetica inizierà a ridurre le riserve. Finora non sembra il caso. Il rischio di un nuovo rafforzamento della moneta svizzera è alto. "Una riduzione troppo rapida e frettolosa delle riserve di divise cela il pericolo di trovarsi il mercato contro", ha osservato dal canto suo Janwillem Acket, capo economista della Julius Bär. Un parere condiviso da Caesar Lack, esperto dell'UBS. Affinché la BNS si attivi, si dovrebbe avere un corso dell'euro per un lungo periodo e stabilmente perlomeno al di sopra di 1,30 franchi, ha rilevato. Quanto alle richieste di portare la soglia minima a 1,25 franchi la BNS non metterà facilmente a repentaglio la credibilità raggiunta nella difesa della soglia di 1,20 franchi, secondo Torsten Gellert della società di intermediazione FXCM. Dal canto suo Acket avverte che un aumento della barra a 1,25 franchi potrebbe suscitare nuovi attacchi. Per Gellert alla BNS sembra non rimanere altro che attendere una soluzione della crisi del debito in Europa e una stabilizzazione dell'economia mondiale. ATS
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