
Cristoph Blocher vuole tagliare. Nel mirino dell'ex consigliere federale, stavolta, non ci sono le quote degli asilanti o gli accordi bilaterali, bensì lo stipendio dei parlamentari svizzeri.
Il “Parlamento di milizia” sarebbe in crisi, tanto da indurre Blocher a invocare il ricorso alle forbici: troppi i circa 140'000 franchi messi annualmente in saccoccia dai consiglieri nazionali e agli Stati.
In un’intervista rilasciata alla “Neue Luzerner Zeitung”, Blocher sostiene che sempre più parlamentari vivono esclusivamente grazie alla propria attività politica, mettendo i crisi il principio del “Parlamento di milizia”.
“Bisognerebbe organizzare il Parlamento svizzero in modo che ogni parlamentare debba investirci al massimo un terzo del suo tempo lavorativo; di conseguenza andrà diminuito anche il loro stipendio. Uno stipendio medio svizzero si aggira sui 90'000 franchi annui, un terzo corrisponde quindi a 30'000 franchi” ha spiegato l'imprenditore zurighese.
L’ex presidente UDC Toni Brunner aveva già pensato a un’iniziativa, stroncata però in Parlamento anche da diversi esponenti UDC. L’unica via percorribile per Blocher resta quella dell’iniziativa popolare.
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