
Il vicepresidente dell'UDC ed ex consigliere federale Christoph Blocher si dice sorpreso dalla reazione poco virulenta dell'Unione europea (Ue) all'adozione, domenica, dell'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa". In vista delle future discussioni con Bruxelles, lancia un appello alla calma.
Il consigliere nazionale zurighese si aspettava che all'indomani del voto l'Ue denunciasse "tutti gli accordi" e la chiusura "di tutte le porte". Ma "i rappresentati dell'Ue non si sono espressi in questo senso", afferma Blocher in un'intervista pubblicata da Tages-Anzeiger e Der Bund.
L'Ue ha sottolineato che i contingenti per i lavoratori stranieri sono incompatibili con la libera circolazione, ha annunciato di aver sospeso i negoziati sull'elettricità e ha cancellato un incontro previsto in settimana sulla questione istituzionale.
"È normale che Bruxelles ci minacci" ma alla fine "prevarrà il pragmatismo", ha detto al quotidiano romando "Le Matin". Bisogna rinegoziare gli accordi, non è la stessa cosa che disdire. L'ex consigliere federale, ai giornali svizzerotedeschi, si è detto fiducioso che alla fine nessun accordo verrà denunciato.
Non siamo membri né dell'Ue né del mercato unico, dobbiamo concludere accordi nei settori dove sono necessari a entrambe le parti, ha detto Blocher aggiungendo di volere buone relazioni con Bruxelles. A suo avviso il ritorno ai contingenti, come esistevano prima del 2007, renderà le cose meno facili per i datori di lavoro, ma "bisogna tener conto degli interessi del paese". In merito al principio di "preferenza nazionale", l'ex consigliere federale ha precisato che si applicherà non solo agli svizzeri ma anche agli stranieri che risiedono legalmente e in maniera duratura in Svizzera.
Bruxelles non ha interesse ha tagliare i ponti con la Svizzera, in particolare per quanto riguarda l'elettricità. Anche la posizione geografica della Svizzera, come paese di transito, è un vantaggio. "Forse alcuni politici dell'Ue non hanno capito le interconnessioni esistenti, ma le industrie interessate non sono stupide" e faranno pressione sui loro governi, afferma il tribuno zurighese.
Anche il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) Peter Füglistaler ha dichiarato alla "Neue Luzerner Zeitung" e al "St. Galler Tagblatt" che "l'accordo sui trasporti terrestri è utile alle due parti". L'Ue ha ottenuto l'accesso al mercato dei trasporti e il diritto di passaggio dei camion da 40 tonnellate, e la Svizzera in cambio ha potuto consolidare la politica di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia.
Secondo il direttore dell'UFT, questo accordo è molto vantaggioso per la Confederazione poiché la maggioranza del traffico transfrontaliero serve ad approvvigionare il paese. "la Svizzera ha interesse a mantenere le frontiere aperte", ha aggiunto.
Se l'accordo sui trasporti terrestri dovesse decadere, l'accesso al mercato europeo per i trasportatori stradali e ferroviari svizzeri sarebbe in forse. Potrebbero anche essere rimesse in questione alcune regolamentazioni, come ad esempio il divieto per i camion di circolare di notte e di domenica.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

