
L’ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey li aveva definiti molto simili, quasi identici. Parliamo del neoeletto presidente americano Donald Trump e dell’ex consigliere federale democentrista Cristoph Blocher. "Il figlio di un prete che è riuscito a far rinascere la quasi fallita EMS Chemie Holding SA e a trasformare un partito tradizionalmente sostenuto dai contadini nella più potente forza politica della Svizzera", lo aveva definito Calmy-Rey.
Trump e Blocher, Blocher e Trump. Così simili… e così diversi. Già, perché il volto storico dell’UDC nazionale ha sorpreso tutti distanziandosi dal suo “alter ego”. E lo ha fatto a modo suo, invitando la Svizzera e l’Unione europea a preparare le truppe. “Mai come ora la necessità di investire nella difesa è stata cosi pressante”, ha detto l’ex consigliere federale al “Tages Anzeiger”.
Ovviamente non è un ipotetica quanto improbabile invasione americana a preoccupare Blocher bensì la politica isolazionista del 45esimo presidente degli USA. “Per anni ci siamo affidati agli Stati Uniti per la difesa del continente – ha spiegato Blocher – Abbiamo trascurato i nostri eserciti, investendo sempre meno. E durante la campagna elettorale Trump ha più volte affermato che l’Europa ha ‘approfittato’ dell’aiuto degli USA…”
“Non siamo membri della NATO quindi dobbiamo difenderci da soli”. Ma preoccupare Blocher è anche la politica economica di Trump. Un protezionismo che colui che ha salvato la Ems Chemie dal tracollo non gradisce proprio. “Se crede di poter far cambiare idea a tutti coloro che prediligono i prodotti cinesi riportandoli ad amare il ‘Made in USA’, allora sta sognando”.
“Se gli USA dovessero iniziare a produrre in casa diversi beni finora importati, finirebbero per pagarli molto di più”, ha ammonito. "Così facendo Trump condurrà gli USA alla rovina". La soluzione? “Prenda esempio dalla Svizzera. Bisogna puntare su prodotti innovativi che Paesi che basano tutto sulla produzione low cost non sono in grado di produrre”.
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