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Svizzera
Blocher: "Contingenti sì, ma..."
Blocher: "Contingenti sì, ma..."
Blocher: "Contingenti sì, ma..."
Redazione
10 anni fa
Lo storico leader UDC ne difende la reintroduzione settoriale. "Consideriamo le necessità di alcune imprese"

Giovedì scorso il patron di Roche Severin Schwan si era lamentato del limite "troppo basso" dei contingenti per i lavoratori provenienti da Stati extra-Ue, ridotti da 8'500 a 6'500 nel 2015.

Per il numero uno del gruppo farmaceutico vi sarebbe una grossa difficoltà nel reperire lavoratori qualificati elvetici ed europei, tanto da mettere a rischio le attività di Roche in Svizzera.

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) si era unita alla critiche, chiedendo al Consiglio federale di riportare nel prossimo anno il contingente di lavoratori provenienti da Paesi terzi al livello del 2014. Una richiesta già espressa lo scorso anno dall'Unione sindacale svizzera (USS) per garantire buone condizioni di lavoro.

Venerdì scorso diversi politici d'Oltralpe si sono accodati alla richiesta dell'USI, criticando il principio dei contingenti ai lavoratori stranieri invocato dall'UDC per l'applicazione dell'Iniziativa contro l'immigrazione di massa.

Interrogato in merito, lo storico leader dell'UDC nazionale Cristoph Blocher ha riconosciuto l'utilità dei lavoratori specializzati non europei per "industrie innovative come quelle farmaceutiche e chimiche".

Come riporta RTS, Blocher ha inoltre sostenuto che la diminuzione dei contingenti approvata dal Consiglio federale nel 2015 sia stata solo una manovra di facciata: "Così possono lamentarsi che non abbiamo abbastanza risorse", e – sottintende lo stesso Blocher – adottare poi una politica più aperta nei confronti dell'UE.

Manco a dirlo, la "responsabile" ha un volto e un nome: Blocher punta infatti il dito contro la socialista Simonetta Sommaruga.

Tornando ai contingenti, Blocher (che è un imprenditore) sostiene che essi debbano essere introdotti per settore, in modo da non penalizzare le aziede più bisognose di manodopera specializzata: "Bisogna introdurre regole settoriali e non universali".

"I contingenti hanno funzionato benissimo tra il 1970 e il 2007, sono complessi da mandare avanti ma hanno portato dei risultati", ha proseguito Blocher.

Riguardo al principio della preferenza indigena che il Parlamento sta valutando nell'ambito dell'applicazione del 9 febbraio, Blocher conferma il sostegno da parte del suo partito "a condizione che si trovi una soluzione all'immigrazione di massa".

"Se però il Parlamento non dovesse prendere in considerazione i contingenti – ha concluso – potremo presentare un'iniziativa…"

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