
Il Tribunale federale (TF) ha confermato la sentenza del Tribunale distrettuale di Baden (AG) che nell'agosto 2006 aveva condannato Vasco Pedrina e 3 altri sindacalisti per il blocco del tunnel del Baregg, sull'autostrada A1, nel novembre del 2002. Nell'ambito di un'azione in favore del pensionamento anticipato a 60 anni nell'edilizia, oltre 2000 manifestanti dell'allora Sindacato edilizia ed industria (SEI) si erano radunati sull'autostrada all'altezza del tunnel argoviese, intralciando la circolazione per un'ora e mezzo. Pedrina e gli altri tre artefici del blocco erano stati condannati a 14 giorni di carcere con la condizionale (trasformate ora in altrettante aliquote giornaliere) e a multe di 500 franchi. La direzione del sindacato Unia aveva successivamente fatto ricorso contro la sentenza. Ora, la Corte di diritto penale del TF ha confermato il verdetto della giustizia argoviese, con una maggioranza di tre giudici contro due. Per i primi, l'azione dei sindacalisti è equivalsa a "prendere in ostaggio" centinaia di automobilisti. Mentre uno sciopero può comportare perturbazioni involontarie del traffico, nel caso di Baregg si è trattato di un blocco voluto deliberatamente. Convinti invece che perturbazioni di un'ora e mezza siano "ancora accettabili", due giudici federali hanno tentato - invano - di convincere i colleghi a rinunciare alla conferma della condanna. Per il sindacato Unia, la sentenza della Corte suprema è "inaccettabile". Essa "lascia intendere che il diritto degli automobilisti a circolare senza impedimenti è più elevato del diritto di sciopero garantito dalla Costituzione". Pure lui deluso dalla decisione dei giudici federali, Vasco Pedrina ha sottolineato che l'azione al Baregg "ha permesso a 5800 lavoratori di veder realizzato il sogno di poter beneficiare di un pensionamento anticipato". ATS
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