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Svizzera
Bloccata l'espulsione di 6 stranieri radicalizzati
Bloccata l'espulsione di 6 stranieri radicalizzati
Bloccata l'espulsione di 6 stranieri radicalizzati
Redazione
8 anni fa
La fedpol non può espellere 6 iracheni, considerati pericolosi per la Svizzera. Bühler: "È ora di cambiare le leggi"

Sei fondamentalisti islamici sono a piede libero in Svizzera, nonostante la polizia federale li abbia classificati come pericolosi per la sicurezza del paese. Si tratta di iracheni che non possono essere espulsi, perché nella loro madre patria rischiano di essere perseguiti o condannati a morte. Un bel dilemma, di cui riferiscono oggi i giornali di Tamedia. 

L'ultimo caso riguarda un 40enne iracheno di Basilea. Due mesi fa è stato rilasciato dal carcere, dopo aver scontato una pena di tre anni e tre mesi per terrorismo. Nel 2014 era stato condannato insieme al fratello. Avevano fondato un sito internet, attraverso il quale diffondevano propaganda a favore dell'organizzazione terroristica Al-Qaida. Il 40enne ha avuto un atteggiamento irreprensibile in carcere, ma secondo le autorità elvetiche si trattava di un comportamento di facciata. Secondo Fedpol è probabile che una volta uscito dal carcere l'uomo continuerà a curare legami con persone appartenenti alla rete jihadista. 

La Fedpol ha la facoltà di espellere quegli individui ritenuti pericolosi per la sicurezza interna o esterna del paese, senza un procedimento legale. In questo senso, dal 2016, la polizia federale ha ordinato l'espulsione di 19 persone, 13 delle quali sono state eseguite. Le altre 6 sono invece bloccate: due casi sono cresciuti in giudicato, mentre sugli altri quattro pendono dei ricorsi. Le cifre sono state confermate da una portavoce di Fedpol alla Aargauer Zeitung. 

Il problema, come detto, è legato al fatto che questi terroristici islamici rischiano la vita nel loro paese d'origine e possono rimanere in Svizzera grazie alla Convenzione dei diritti umani. Per questi casi sono i Canton ad essere responsabili della sicurezza: si tratta dei Cantoni di Basilea-città, Argovia e Sciaffusa. "È un enorme peso per i Cantoni" ha dichiarato una portavoce di Fedpol all'Aargauer Zeitung. "Abbiamo riconosciuto che le attuali disposizioni non bastano". 

Per far fronte a questa situazione il Consiglio federale vuole introdurre una legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo. La procedura di consultazione si è conclusa e viene attualmente analizzata. Si prevede in particolare che stranieri radicalizzati possano essere rinchiusi prima che compiono reati o dopo che hanno scontato una pena. Lo stesso Consiglio Nazionale lo scorso settembre ha adottato una mozione di Fabio Regazzi che chiede di espellere i terroristi islamici, con passaporto estero presenti in Svizzera verso i rispettivi paesi di origine, siano essi sicuri o meno (vedi articoli suggeriti). 

Anche su Facebook il vicepresidente dell'UDC Alain Bühler ha auspicato un cambio di rotta: "Sono scioccato" scrive Bühler. "A piede libero in Svizzera ci sono 6 islamisti radicali definiti pericolosi per la sicurezza del Paese dalla FedPol che non possono essere espulsi e nemmeno rinchiusi, per ora. I 6 sono tutti iracheni e, da un momento all'altro, potrebbero tentare di commettere una strage anche in Svizzera. È ora di cambiare le leggi, ci sono casi in cui il diritto alla vita di 8 millioni di cittadini deve valere di più dei diritti di 6 fondamentalisti islamici. Se non possono essere espulsi vanno internati".

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