
Negli scorsi giorni la moschea An'Nur ( in arabo "la luce") di Winterthur aveva ricevuto da parte della società proprietaria dell'immobile la notizia del mancato rinnovo del contratto di locazione. Il luogo di culto, ricordiamo, è stato più volte indicato come luogo di radicalizzazione di giovani jihadisti. Secondo varie fonti sarebbero almeno cinque i ragazzi finora partiti dalla città zurighese verso la Siria dopo aver frequentato la moschea.
La decisione della società immobiliare era stata criticata dai vertici del luogo di culto ma i guai non sembrano essere finiti qui. Da stamattina è infatti in atto un'operazione di Polizia coordinata dal Ministero pubblico zurighese.
Le forze dell'ordine si sono recate sul posto con diverse pattuglie e hanno perquisito l'edificio. Nel mirino degli inquirenti è finito il nuovo predicatore di origine etiope Shaik Abdurrahman, autore di numerose prediche inneggianti all'odio e all'omicidio. In un sermone tenuto lo scorso 21 ottobre, l'imam in questione avrebbe invitato i fedeli ad uccidere quei musulmani che si rifiutano di partecipare alla preghiera comune all'interno della moschea.
Anche il suo predecessore Shaik Wail, che nel frattempo ha lasciato la moschea per motivi finanziari, era stato in passato smascherato come estremista da alcuni giornalisti della "SonntagsZeitung".
Oltre al "presunto imam" etiope - sospettato di pubblica istigazione a un crimine o alla violenza - sono state fermate altre tre persone.
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