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Grigioni
"Bisognerebbe mobilitare l'esercito per le zone colpite"
Redazione
2 anni fa
Il presidente dell'Astag Adriano Sala esprime anche pessimismo sulle tempistiche di riapertura al traffico dell'A13. "L’esperienza ci insegna che sono più lunghe di quello che si vorrebbe”.

Sono iniziati questa mattina i lavori di riparazione dell’autostrada A13. Il tratto di 150metri tra Soazza e Mesocco ha ceduto in seguito al nubifragio che ha colpito la Mesolcina. L’USTRA dichiara che la A13 sarà nuovamente riaperta al traffico tra circa un mese. Per l’associazione svizzera dei trasportatori stradali (Astag) sarà un periodo duro. “La nostra preoccupazione innanzitutto è data dall’approvvigionamento delle zone colpite, che va comunque garantito”, spiega ai microfoni di Ticinonews Adriano Sala, presidente Astag Ticino. “Per questo motivo suggeriamo anche l’ausilio, se del caso, dell’esercito. Siamo poi preoccupati anche per il transito delle merci sull’asse nord-sud e quindi per quanto concerne l’approvvigionamento della Svizzera orientale e, in parte, del nostro cantone”.

L’opzione del trasporto su rotaia

Sull’eventualità di ampliare l’offerta dei servizi, le FFS rispondono che “le Ferrovie Federali Svizzere forniscono supporto dove possibile e verificano costantemente la situazione”. Attualmente il trasporto passeggeri “dispone di un numero di posti sufficiente per portare ulteriori viaggiatori sui treni esistenti". Anche nel trasporto merci "possiamo fornire la capacità necessaria per rispondere a un eventuale aumento della domanda”. L’Astag, dal canto suo, dovrà trovare delle soluzioni e il trasporto su rotaia è una di queste. “Il San Bernardino è sempre stato una valida alternativa al Gottardo”, ricorda Sala. “In questo momento di crisi noi crediamo quindi che rendere più flessibile il transito sull’asse del San Gottardo sia una delle opzioni. Ciò vorrebbe dire sospendere momentaneamente il divieto di traffico notturno, rispettivamente quello domenicale". "Crediamo che il traffico passeggeri possa e debba spostarsi in treno nel limite del possibile, anche perché si tratta di una misura più semplice da gestire”.

Tempistiche difficili da rispettare?

Vi sono dubbi anche per quel che riguarda le tempistiche annunciate. “L’esperienza ci insegna che sono più lunghe di quello che si vorrebbe”, prosegue Sala. “L’incidente nel tunnel di base dell’Alp Transit ne è una dimostrazione. Forse si sarà in grado di ripristinare il traffico locale in tempi un po’ più celeri, magari qualche settimana, ma per quello autostradale nutro dei dubbi che sia così semplice”.

La questione vacanze

Il crollo dell’A13 preoccupa anche il TCS, soprattutto per quanto concerne le vacanze estive. “La tratta dell’A13 del San Bernardino viene utilizzata spesso come rotta alternativa qualora sul Gottardo ci fossero code importanti”, afferma il portavoce di TCS Massimo Gonnella. “Venendo a mancare questa alternativa vi è il rischio che sul Gottardo vi sia un congestionamento ancora più importante nelle prossime settimane”. Una soluzione alterativa “può essere quella di utilizzare i passi, i colli. Altrimenti, per chi proviene da nord, si può pensare di sfruttare il Lötschberg, arrivare in Vallese e passare poi dal Sempione o fare la Novena per arrivare in Ticino”.

 

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