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Svizzera
Birmania: altro processo a Suu Kyi, grazie all'intruso
Redazione
17 anni fa

Sembrava un avvenimento bizzarro ma innocuo. Invece, a causa del misterioso americano che la settimana scorsa ha raggiunto la sua residenza di Rangoon a nuoto, Aung San Suu Kyi potrebbe passare i prossimi cinque anni dietro le sbarre. In relazione all'episodio, l'icona della dissidenza birmana è stata incriminata oggi per violazione delle condizioni dei suoi arresti domiciliari e verrà processata già lunedì, a poco più di una settimana dalla scadenza dei termini della sua detenzione. La sua incriminazione ha già suscitato indignazione in tutto il mondo: a Washington il dipartimento di Stato ha definito "inquietanti" le informazioni che arrivano dalla Birmania, mentre il premier britannico Gordon Brown si è detto "turbato" e il governo francese ha "condannato" l'accaduto. L'ambasciatore birmano a Roma è stato convocato dal ministero degli Esteri italiano per una protesta ufficiale. Secondo Piero Fassino, inviato speciale dell'Unione europea per la Birmania, le nuove accuse contro Suu Kyi "non hanno alcuna giustificazione". La leader del Nld (Lega nazionale per la democrazia), 63 anni, questa mattina è stata portata al famigerato carcere Insein insieme alle due domestiche, le uniche persone con cui ha un contatto quotidiano: le donne dovranno difendersi dalle stesse accuse, in base alle disposizioni della legge anti-sovversione. Gli avvocati del premio Nobel per la Pace hanno annunciato di voler chiedere il rilascio su cauzione, pur riconoscendo che la legge non contempla tale eventualità per casi del genere. La linea della difesa sarà semplice: John William Yettaw, l'americano di 53 anni arrestato all'alba del 6 maggio nelle acque del lago Inya, era un ospite indesiderato. Secondo i suoi legali, Suu Kyi l'avrebbe implorato di andarsene. Esausto dopo la traversata di due chilometri, tuttavia, l'uomo è riuscito a convincerla e ha dormito al piano terra per due notti. Il motivo della sua visita - tentata già l'anno scorso, quando però era stato respinto una volta arrivato a destinazione - non è stato chiarito. Ma i sostenitori di Suu Kyi non gliela perdonano. "Siamo tutti molto arrabbiati con questo americano disgraziato. E' la causa di tutti questi problemi. E' un imbecille", ha dichiarato Kyi Win, uno degli avvocati. Anche Yettaw è stato incriminato oggi, ma con accuse diverse: violazione delle norme sull'immigrazione ed entrata in una zona vietata al pubblico, reati punibili rispettivamente con un massimo di uno e cinque anni di reclusione. L'ufficiale consolare dell'ambasciata Usa che solo ieri - a una settimana dall'arresto - ha potuto visitare il connazionale, l'ha trovato "in buona salute e di buonumore". Secondo il figliastro, Yettaw soffre però di diabete. Il partito di Suu Kyi, trionfatore nelle elezioni del 1990 poi non riconosciute dal regime, ha definito il caso un "pretesto" di cui la giunta militare, al potere dal 1962, si servirà per prolungare il periodo di reclusione del suo segretario generale, in modo da escluderla dalle elezioni previste nel 2010. Suu Kyi è stata confinata in casa propria per 13 degli ultimi 20 anni, ininterrottamente dal 2003: i termini degli arresti domiciliari, già estesi nel 2008, scadono il 27 maggio e dieci giorni fa i generali hanno respinto un appello per la liberazione. A detta dell'Onu, già l'ultimo anno di detenzione viola le stesse leggi birmane, secondo cui dopo cinque anni l'accusato deve essere liberato, o sottoposto a processo. La possibile reclusione di Suu Kyi a Insein - il carcere di Rangoon noto per le torture sofferte dai prigionieri politici - non potrà che rinnovare i timori per la salute della donna, che lo scorso fine settimana è stata alimentata tramite flebo per qualche giorno, in seguito a eccessiva disidratazione e bassa pressione. ATS

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