
Dopo circa 22 ore di dibattiti, stamane il Consiglio degli Stati ha approvato la parte relativa alla stabilizzazione del pacchetto di accordi con l'UE. Il dossier passa ora al Nazionale.
Quale ultima decisione, la Camera dei Cantoni ha adottato il credito di impegno di 192,6 milioni per la partecipazione svizzera al programma europeo di formazione Erasmus+ dal 2027. Questo contributo era controverso. La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC-S) aveva chiesto di approvare il relativo decreto, ma con una maggioranza risicatissima.
Il voto decisivo in commissione era stato espresso dal presidente della CSEC-S Matthias Michel (PLR/ZG), che oggi in aula ha ribadito il suo «sì»: «in caso di no, non potremmo partecipare al programma, il che sarebbe negativo per gli studenti svizzeri.» A suo avviso, la partecipazione rafforzerebbe le competenze degli studenti, in particolare anche nel settore della formazione professionale. Ciò andrebbe in definitiva a beneficio anche dell'economia.
Alcuni membri borghesi del Consiglio degli Stati si sono mostrati insoddisfatti dell'entità del credito necessario a tale scopo. Di fronte alla situazione finanziaria della Confederazione e alle misure di risparmio, hanno storto il naso riguardo a ulteriori spese. La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF- S) aveva chiesto, con una maggioranza risicata, di respingere il credito Erasmus+ a causa della situazione precaria delle finanze federali.
Il presidente della Confederazione e «ministro» della formazione Guy Parmelin ha sottolineato che i benefici del programma superano nettamente i costi. Inoltre, un «no» del Parlamento al credito potrebbe essere accolto negativamente dall'UE nella valutazione complessiva delle discussioni.
Alla fine, i «senatori» l'hanno seguito, approvando il credito con 23 voti contro 19 e 2 astensioni. Il dossier passa, come tutti gli altri decreti della parte di stabilizzazione degli accordi con l'UE, al Consiglio nazionale.
Sicurezza alimentare e sanità
Il dibattito prosegue con la parte relativa agli ulteriori sviluppi del pacchetto di accordi. Nel settore della sicurezza alimentare dovrà essere concluso un nuovo accordo, che dovrebbe creare uno spazio comune con l'UE. Secondo il Consiglio federale, l'obiettivo è individuare tempestivamente gli alimenti pericolosi per la salute. Un'armonizzazione della politica agricola della Svizzera e dell'UE rimane invece esclusa.
Anche l'accordo sulla sanità fa parte dello sviluppo delle relazioni. Con tale intesa, in caso di crisi sanitaria come ad esempio una pandemia, dovrebbero essere rafforzate il coordinamento e la collaborazione transfrontalieri con Bruxelles. Concretamente, la Svizzera dovrebbe ottenere l'accesso ai meccanismi dell'UE per la sicurezza sanitaria e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Spetta alla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider difendere in aula questi due accordi che metteranno la parola fine ai dibattiti sui Bilaterali III. Dopodiché l'intero dossier passerà al Consiglio nazionale. L'accordo sull'elettricità sarà invece trattato solo in un secondo momento, poiché la commissione competente del Consiglio degli Stati non ha ancora concluso i suoi lavori al riguardo.

