
Dopo la decisione (ieri sera) di entrare in materia sui Bilaterali III e in attesa del voto sulla questione referendum facoltativo-referendum obbligatorio (prevista per domani), il Consiglio degli Stati oggi si è occupato di libera circolazione delle persone e tutela dei salari svizzeri. Per rispondere ai timori di dumping e di concorrenza sleale, il Consiglio federale ha adottato quattordici misure, difese in aula dal ministro dell'economia Guy Parmelin, sostenute dalla sinistra, ma anche da Fabio Regazzi, che ha parlato di compromesso «intensamente negoziato». Il presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri ha però ribadito la sua perplessità sull'allentamento dell'obbligo di cauzione preventiva per le aziende straniere, che potrà essere chiesta solo in caso di recidiva. Un aspetto particolarmente importante per un cantone di frontiera come il Ticino, e una preoccupazione condivisa anche da Marco Chiesa: «Significa cambiare completamente la logica dello strumento. Prima deve esserci una violazione, e soltanto dopo, in caso di recidiva, potrà esserci una richiesta di cauzione. È il contrario di ciò che dovrebbe fare una misura preventiva».
Casellario giudiziale obbligatorio
Ma se sui temi di competenza di Parmelin è stata seguita la linea governativa, su quelli spettanti al «ministro» di giustizia e polizia Beat Jans è andata diversamente. Sulla scia di quanto già avviene in Ticino, e grazie al voto decisivo del presidente Stefan Engler, il plenum ha approvato la presentazione obbligatoria di un estratto del casellario giudiziale per chi intende stabilirsi in Svizzera. Se dovesse emergere che la persona in questione rappresenta un pericolo, il permesso di soggiorno potrà essere negato o limitato.
Tassa sull'immigrazione
Infine, anche sulla clausola di salvaguardia, gli Stati sono andati più lontano rispetto a quanto proposto del Governo. Anzitutto il Consiglio federale non solo può, ma deve, valutarne l'attivazione in caso di gravi problemi economici e sociali, misurabili con il superamento di una soglia prestabilita a livello nazionale in quattro settori. Ma va anche completata con una tassa sull'immigrazione, di competenze delle imprese, in modo da limitare la manodopera estera e garantire al contempo che in Svizzera giungano soprattutto persone che generano un elevato valore aggiunto.

