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Svizzera-Ue
Bilaterali III: Le reazioni di politica, sindacati e associazioni padronali
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Keystone-ats
2 anni fa
Dopo 197 riunioni, la Svizzera e l'Ue concludono i negoziati con un risultato "positivo". Reazioni miste: l'UDC respinge il trattato, sindacati critici, mentre il mondo padronale e alcune associazioni economiche sono soddisfatti.

Dopo 197 riunioni si sono conclusi i negoziati a livello materiale fra la Svizzera e l'Unione europea (Ue). Stando al Consiglio federale, il risultato raggiunto è "positivo", ma le reazioni giunte dal mondo politico ed economico sono contrastanti.

Un sospiro di sollievo dei Cantoni

"Il risultato dei negoziati con l'Unione europea (Ue) si iscrive nel perimetro definito dai governi cantonali", ha comunicato oggi il presidente della Conferenza dei Governi cantonali (CdC), Markus Dieth, consigliere di Stato argoviese del Centro. "Dall'inizio dell'anno prossimo, la Svizzera dovrebbe beneficiare nuovamente di una associazione al programma Horizon, che è vitale per il polo di ricerca e d'innovazione elvetico", ha dichiarato da parte su Jacques Gerber, vicepresidente della CdC e consigliere di Stato giurassiano del PLR. Oltre a stabilizzare gli accordi di accesso al mercato esistenti, il pacchetto ne contiene anche di nuovi, come quello sulla salute pubblica, che migliorerà la cooperazione transfrontaliera in situazioni di crisi e contribuirà a proteggere la popolazione. Il Consiglio federale elaborerà un progetto in vista della consultazione che conterrà anche proposte per l'attuazione interna. Tutti i governi cantonali e le conferenze intercantonali settoriali avranno la possibilità di esprimersi in quest'ambito.

L'UDC: "Oggi inizia la lotta per la libertà"

L'UDC respinge categoricamente qualsiasi nuovo trattato tra la Svizzera e l'Unione europea (Ue). Il partito dice no a un "trattato di sottomissione all'Ue", si legge in un comunicato odierno. Il Consiglio federale ha interrotto i negoziati con l'Ue nel 2021. L'allora auspicato accordo quadro non era nient'altro che un trattato di sottomissione, sottolinea la nota. "Ora il Consiglio federale torna alla carica con lo stesso trattato". Il partito di Marcel Dettling si oppone all'adozione automatica del diritto dell'Ue da parte della Svizzera e al fatto che "i diritti popolari siano ridotti". Inoltre il partito con il maggior numero di elettori non vuole che il Paese paghi ogni anno centinaia di milioni di franchi all'Ue in cambio dell'accesso al mercato unico europeo. Il gruppo parlamentare dell'UDC si è riunito questa mattina nella Piazza federale per una "veglia" con candele. "Oggi inizia la lotta per la libertà", ha detto Dettling, secondo immagini video, che lo mostrano con in mano un'alabarda.

PLR: "Le relazioni stabili sono essenziali per la nostra stabilità"

"Il risultato (dei negoziati con l'Ue) è nettamente migliore dei tentativi precedenti", si è rallegrato oggi il PLR. Nel 2021 l'interruzione dei negoziati era "giustificata". Oggi "il Consiglio federale ha ottenuto di più". Il PLR accoglie con favore in particolare tre punti: non c'è un accordo quadro con l'Ue, ma accordi singoli, come per i bilaterali I e II: "Decidiamo noi se vogliamo solo stabilizzare gli attuali accordi bilaterali o se vogliamo anche nuovi accordi, ad esempio sull'elettricità". Il partito ritiene inoltre che la clausola di salvaguardia sia migliorata, consentendo di gestire meglio l'immigrazione. Gli accordi rafforzano anche la certezza del diritto. La Svizzera "può fare appello a un tribunale imparziale se l'Ue si comporta in modo ingiusto", osserva il PLR. Tuttavia il partito di Thierry Burkart esprime anche riserve: "Ci sono vantaggi e svantaggi. La prudenza non è mai troppa. Una attenta lettura degli accordi è essenziale". "I cittadini e le imprese ne trarranno vantaggio, o gli svantaggi supereranno i vantaggi? In altre parole, questi accordi sono utili alla Svizzera?", si chiede il PLR. Il partito ha inoltre avvertito i sindacati che non accetterà alcun attacco alla natura liberale del mercato del lavoro.

Verdi: "La conclusione dei negoziati apre la strada per uscire dall'impasse"

I Verdi sono "molto soddisfatti" della conclusione dei negoziati. "L'accordo con l'Ue è di grande importanza strategica per il nostro Paese", si legge in un comunicato odierno. Esso garantisce relazioni stabili e buone di cui beneficiano sia la Svizzera che l'Ue. Gli ecologisti si aspettano dal Consiglio federale che "rappresenti con fiducia l'esito dei negoziati e adotti le necessarie misure di accompagnamento, comprese quelle sulla protezione dei salari e chiedono all'esecutivo di presentare rapidamente al parlamento i singoli pacchetti negoziali. L'accordo "apre finalmente la strada per uscire dall'impasse" e arresta la disintegrazione delle relazioni bilaterali. È una liberazione per la Svizzera come centro scientifico ed economico. Il partito ha invitato il Consiglio federale a mostrare la spina dorsale e a difendere l'accordo con l'Ue contro l'UDC, "che già chiede a gran voce un referendum obbligatorio".

PVL: "I Bilaterali sono la via svizzera"

"Una giornata storica": così i Verdi liberali (PVL) hanno definito la conclusione dei negoziati tra Svizzera e Unione europea (Ue). I Bilaterali III, la "via svizzera" secondo il PVL, consentono alla Confederazione di uscire dal vicolo cieco. Per i Verdi liberali gli accordi consentono agli svizzeri di lavorare in tutti i Paesi dell'Ue, garantiscono alle piccole e medie imprese l'accesso al mercato interno e agli studenti e ai ricercatori quello ai progetti europei. "I detrattori dei bilaterali dimostrano uno zelo impressionante nel rifiutare categoricamente anche le soluzioni più vantaggiose", ha sottolineato il presidente del partito, il bernese Jürg Grossen.

Il Centro: "La conclusione dei negoziati Berna-Bruxelles è un chiaro progresso"

Per il Centro, i nuovi accordi tra la Svizzera e l'Ue rappresentano un chiaro progresso rispetto all'accordo quadro del 2018. Il Consiglio federale, "sotto la guida e grazie all'impegno personale della presidente Viola Amherd", è riuscito compiere sviluppi in settori importanti. Il partito - in un comunicato odierno - si rallegra espressamente del fatto che il Consiglio federale sottoponga i nuovi accordi a una discussione separata. Si valuterà ora se l'esito dei negoziati offra soluzioni accettabili, in particolare per quanto riguarda la clausola di salvaguardia sull'immigrazione, la protezione dei salari e le questioni istituzionali. Per il Centro, la protezione dei livelli salariali e dei sistemi di sicurezza sociale nonché i principi della politica migratoria svizzera, sono fondamentali.

PS: "Al CF la tutela dei salari e del servizio pubblico"

Il PS accoglie con favore la conclusione dei negoziati con l'Ue. Al Consiglio federale spetta ora presentare un pacchetto complessivo equilibrato che salvaguardi la protezione dei salari, rafforzi i servizi pubblici e crei certezza giuridica in questi settori. "Le buone relazioni con l'Europa sono di importanza centrale per la popolazione, l'economia, l'istruzione e la ricerca", si legge in un comunicato odierno del partito. Anche dopo le dichiarazioni del Consiglio federale, molte cose non sono ancora chiare perché sono noti solo i parametri fondamentali dell'accordo negoziato. Una valutazione definitiva potrà essere fatta solo quando sarà disponibile il pacchetto complessivo di politica interna ed estera. Destano preoccupazione le dichiarazioni rilasciate oggi dal Consiglio federale, secondo cui non sono ancora state trovate soluzioni per garantire la protezione dei salari e i servizi pubblici (ferrovie, elettricità). L'esecutivo deve ora fare rapidamente piena trasparenza e, in particolare in questi due settori, assumersi la responsabilità di guida. Ha il dovere di mantenere la promessa di garantire la protezione dei salari per non mettere a repentaglio l'ulteriore sviluppo delle relazioni con l'Ue. Il PS invita i datori di lavoro e le associazioni padronali ad "abbandonare la loro posizione di blocco e a lavorare con i sindacati per trovare una soluzione praticabile".

Swissuniversities soddisfatta

Swissuniversities accoglie con favore la conclusione dei negoziati tra la Svizzera e l'Ue. Per le università elvetiche, "una collaborazione attiva in Europa è indispensabile per affrontare le sfide globali e rafforzare l'attrattiva della Svizzera", sottolinea in un comunicato odierno. La Svizzera sarà nuovamente associata al pacchetto Horizon dal 2025 e a ITER dal 2026, si rallegra swissuniversities. I ricercatori nella Confederazione potranno partecipare a quasi tutti i bandi di gara a partire dal 2025 nell'ambito di Horizon Europe e del programma Euratom, e a quasi tutti quelli del programma Digital Europe. ITER (acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor, inteso anche nel significato originale latino di "percorso" o "cammino") è un progetto internazionale che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale. L'accordo finale sulla partecipazione della Svizzera ai programmi dell'Ue entrerà in vigore dalla sua ratifica nell'ambito del pacchetto complessivo. D'ora in poi gli studenti dell'Ue devono essere trattati allo stesso modo degli studenti svizzeri per quanto riguarda le tasse di iscrizione alle università e alle scuole universitarie professionali. Ciò porrà molte università di fronte a grandi sfide finanziarie. Soluzioni devono quindi essere trovate a livello nazionale. Ma globalmente la conclusione è positiva. Le università sono attualmente confrontate in modo pesante con le conseguenze negative della rottura dei negoziatisi con l'Ue nel 2021, nonostante le misure transitorie della Confederazione, sottolinea swissuniversities.

Sindacati critici sull'accordo, ma associazioni padronali soddisfatte

Critiche da parte dei sindacati, soddisfazione invece sul fronte padronale: è questa in estrema sintesi la reazione del mondo economico elvetico alla conclusione dei negoziati fra Svizzera e Ue su ciò che viene da taluni qualificato come terza edizione dei bilaterali e da altri come nuovo accordo quadro.

UNIA
"L'esito delle trattative comunicato oggi dal Consiglio federale lascia molti interrogativi senza risposta. Gli elementi noti in materia di protezione dei salari non sono sufficienti. Il sindacato esige chiarezza e garanzie materiali. Con sconcerto si constata che dalla firma dal conferimento del mandato negoziale nel 2023, nonostante innumerevoli tornate di trattative, le questioni di centrale importanza restano irrisolte e devono ancora essere chiarite".

Travaillesuisse
"È prevedibile che il nuovo accordo indebolisca significativamente la protezione dei salari: questo è inaccettabile. Il Consiglio federale deve ora informare rapidamente l'opinione pubblica sui risultati dei negoziati e includere nel messaggio i miglioramenti della protezione delle retribuzioni. Criticità emergono anche riguardo alle intese sui trasporti e sull'elettricità: le liberalizzazioni in questi campi non sono nell'interesse dei lavoratori".

SEV
"Il Sindacato del personale dei trasporti accoglie con favore in generale lo sviluppo del traffico ferroviario internazionale viaggiatori e la cooperazione con l'Ue. Il SEV vede però grandi rischi in un cambiamento di sistema. L'apertura del mercato all'Ue deve essere accompagnata e mitigata da misure di protezione specifiche per i ferrovieri. Il sindacato è favorevole all'espansione dei collegamenti ferroviari internazionali, ma preferibilmente nell'ambito del collaudato sistema di cooperazione, non di concorrenza".

Economiesuisse
"La conclusione dei negoziati è una pietra miliare importante per garantire gli accordi bilaterali. Relazioni regolamentate e certezza del diritto nei rapporti con l'Ue, in quanto principale partner commerciale della Svizzera, sono essenziali per la piazza economica. La federazione delle imprese elvetiche valuterà in modo esaustivo il testo concreto dell'intesa e le proposte di attuazione della politica interna non appena saranno disponibili".

UPI
"L'Unione svizzera degli imprenditori saluta i progressi compiuti con l'Ue. È fondamentale riportare le relazioni tra l'UE e la Svizzera su una base più stabile e garantire così la sicurezza della pianificazione. Il paese gode oggi di benessere economico proprio grazie al buon accesso al mercato unico dell'Ue e a relazioni bilaterali consolidate: è molto importante che questo approccio bilaterale rimanga un modello di successo anche in futuro".

Swissmem
"A prima vista, l'importante accordo sembra essere favorevole alla Svizzera. Ma anche il prezzo di politica interna dell'accordo sarà decisivo: non si deve rinunciare alla flessibilità del mercato del lavoro in quanto principale vantaggio in termini di ubicazione. L'organizzazione padronale dell'industria metalmeccanica ed elettrotecnica è favorevole alla salvaguardia dell'attuale livello di protezione fornito dalle misure di accompagnamento, ma rifiuta i regali ai sindacati, quali l'estensione dei contratti collettivi di lavoro dichiarati d'obbligatorietà generale".

Hotelleriesuisse
"La conclusione positiva dei negoziati è da accogliere con favore. L'accordo rappresenta un passo importante per garantire la cooperazione economica fra le parti e offre alle strutture ricettive e all'intero settore turistico elvetico una base stabile per il futuro".

Swissgrid
"La Svizzera ha bisogno di un accordo sull'energia elettrica con l'Ue: soprattutto in inverno, la Confederazione non è in grado di rifornirsi di elettricità in modo completamente autonomo e dipende dalle importazioni. La società incaricata della gestione della rete svizzera di trasmissione della corrente accoglie con favore la conclusione positiva dei negoziati: la Confederazione ottiene la certezza del diritto e può contribuire all'ulteriore sviluppo del mercato europeo".

Movimento europeo Svizzera: "Forte sostegno all'approvazione degli accordi"

Il Movimento europeo Svizzera "accoglie con grande favore" la conclusione dei negoziati con l'Ue. Sostiene "con forza" il risultato e si impegnerà per garantirne il successo, indica in un comunicato odierno. Il Movimento europeo Svizzera chiede che il Parlamento si occupi degli accordi il più rapidamente possibile, in modo che siano sottoposti al voto popolare prima della fine del 2026 e che la certezza del diritto sia ristabilita. La visita di oggi a Berna della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen "è un segnale che non inganna", ritiene l'organizzazione: è stato compiuto "un importante passo nella giusta direzione". Il Movimento europeo Svizzera si compiace in particolare che la Confederazione abbia ottenuto "una grande partecipazione" nell'elaborazione delle decisioni a livello europeo, del suo reinserimento nel programma europeo "Orizzonte Europa", della partecipazione al progetto di mobilità degli studenti "Erasmus" e di una estensione della cooperazione a nuovi ambiti come, in particolare, la sanità e l'elettricità. Ritiene inoltre che la protezione degli interessi del Paese sia assicurata grazie a un meccanismo di regolamento delle controversie. Il Movimento europeo Svizzera - un'organizzazione indipendente che ha sempre sostenuto un avvicinamento senza compromessi della Svizzera all'Ue - chiede che la questione venga chiarita con una votazione popolare entro la fine del 2026: "Non possiamo permetterci il lusso di aspettare il 2027 o il 2028 per farlo", scrive.