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Svizzera
Bilaterali III, il PLR è ancora diviso su accordi e tipo di referendum
© PETER KLAUNZER © PETER KLAUNZER
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Ats
12 ore fa
Il copresidente Benjamin Mühlemann ha spiegato che il partito non ha ancora preso una posizione su questo dossier - «Lo faremo, come di consueto, solo dopo il dibattito parlamentare»

La questione scottante dei Bilaterali III e del referendum obbligatorio o facoltativo ha diviso il Consiglio degli Stati la settimana scorsa durante i dibattiti parlamentari. In particolare, diversi «senatori» PLR hanno votato contro il pacchetto di accordi e a favore della doppia maggioranza (ossia in contrasto con le raccomandazioni del Consiglio federale e, in particolare, del «loro ministro» degli esteri, Ignazio Cassis, n.d.r) nonostante i delegati fossero di parere contrario. Su questo aspetto, ha spiegato oggi a radio DRS il copresidente del PLR , Benjamin Mühlemann, il partito non ha ancora assunto una posizione definitiva.

Le posizioni

Lo scorso anno i delegati del PLR si erano espressi a larga maggioranza a favore dei trattati e non volevano nemmeno la doppia maggioranza, ossia di popolo e Cantoni, in caso di votazione popolare. Durante le discussioni in aula, dove siede anche Mühlemann, il gruppo del PLR si è diviso: quattro membri della Svizzera tedesca hanno votato contro l'entrata in materia insieme con l'intero gruppo parlamentare dell'UDC e a quattro rappresentanti del Centro. Sulla questione del tipo di referendum, solo tre membri del gruppo liberale-radicale, composto da dodici persone, hanno votato a favore della maggioranza semplice, mentre altri tre si sono astenuti. Sei appartenenti alla «frazione» del PLR si sono espressi per la doppia maggioranza.

Perché questa divisione

Il glaronese Mühlemann ha difeso oggi il diverso comportamento di voto dicendo che «il PLR non ha ancora preso una posizione su questo dossier. Lo faremo, come di consueto, solo dopo il dibattito parlamentare». La decisione dei delegati di schierarsi a favore del pacchetto e contro la maggioranza dei Cantoni si riferiva al progetto sottoposto a consultazione, ha spiegato Mühlemann. «Si trattava di una prima valutazione preliminare». I delegati auspicavano stabilità nelle relazioni con il principale partner commerciale della Svizzera. «Nella consultazione indirizzata al Consiglio federale ci siamo espressi positivamente sul pacchetto di accordi», ha precisato. Ora, però, si tratta innanzitutto di discutere tutti i dettagli del progetto. «Ci sono ancora diverse questioni in sospeso e alla fine si farà il punto della situazione», ha affermato Mühlemann.

Nessun problema

I vantaggi del pacchetto devono essere valutati alla luce anche di considerazioni di carattere politico-istituzionale. Il fatto che all'interno del PLR vi siano opinioni diverse su questo importante dossier non rappresenta, secondo il «senatore» glaronese, un problema: «Da noi si discute animatamente. Si guarda alla questione in modo sfaccettato. Non sarà certo un miliardario o un leader sindacale a dettare il tono».