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Svizzera
Bilaterali III, il CEO di AXA: «Sono importanti, ma non decisivi»
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Ats
2 ore fa
Per il 53.enne, la Confederazione non è in declino: «A mio avviso la Svizzera è uno dei Paesi meglio posizionati d'Europa»

Per il numero uno di AXA Thomas Buberl gli accordi bilaterali con l'Unione europea hanno il loro peso, ma non sono determinanti per mantenere la posizione della Svizzera nel continente. «Hanno un ruolo importante, ma non sono il fattore decisivo», afferma il dirigente con triplo passaporto - svizzero, tedesco e francese - che si trova alla testa del colosso assicurativo francese, molto presente anche nella Confederazione.

Nessun declino

Per il 53.enne la repubblica di Guglielmo Tell non è in declino. «A mio avviso la Svizzera è uno dei Paesi meglio posizionati d'Europa», dice. «Naturalmente la Confederazione ha bisogno di accordi con l'Ue, che dopotutto è il suo principale partner commerciale. Ma ci sono abbastanza Paesi che non hanno intese di questo tipo e che sono comunque riusciti a trovare la propria strada», argomenta il manager.

I fattori chiave

«Il punto di forza della Svizzera è proprio quello di reagire in modo flessibile e pragmatico», prosegue lo specialista con studi in Germania, nel Regno Unito e un dottorato in economia conseguito all'Università di San Gallo. «La vicinanza ai cittadini e il decentramento sono i fattori chiave per il successo futuro», conclude il professionista.