
Un 30enne proveniente dallo Sri Lanka compare da lunedì alla sbarra per rispondere del tentato omicidio di una donna, impiegata dei trasporti pubblici bernesi, che l'aveva beccato senza biglietto sul bus.
I fatti, riportati da Le Journal du Jura, risalgono all'aprile 2013 e si sono svolti a Bienne.
La bigliettaia stava controllando i titoli di trasporto su un bus di linea. A un certo punto ha colto in flagrante il 30enne Tamil ed ha iniziato la procedura di contravvenzione. Gli ha chiesto i documenti e, nel più assoluto silenzio dell'uomo, gli ha consegnato la multa. Poi, giunta a una fermata, la bigliettaia intendeva scendere dal bus per proseguire il lavoro su un altra linea.
Ma allora il 30enne le si è avvicinato e le ha sferrato un pugno, che l'ha fatta cadere. Allo stesso tempo l'uomo ha estratto un coltello e l'ha pugnalata al braccio. Senza il celere intervento degli altri passeggeri e un'operazione di urgenza in ospedale, la ferita avrebbe potuto provocare un'emorragia fatale. E la bigliettaia, come da lei affermato durante il processo, è stata ancora fortunata: "Se mi avesse colpito alla gola o al petto, sarei morta."
L'uomo, come detto, è a processo da lunedì. La procura ha chiesto per lui una pena detentiva di 5 anni, per tentativo di omicidio con premeditazione. L'avvocato difensore, invece, sostiene che il suo assistito soffre di schizofrenia paranoide, patologia confermata da una perizia psichatrica, e chiede quindi una massiccia riduzione della pena.
La sentenza dovrebbe giungere nella giornata di oggi.
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