
Mercoledì il Consiglio federale ha preso posizione sull’iniziativa che intende limitare l’uso dei dispositivi pirotecnici in Svizzera, invitando a rigettarla. Una decisione che stupisce i promotori della proposta, come la Società protezione animali di Bellinzona (Spab): “Se si guarda l’accettazione di questa iniziativa da parte della popolazione, è abbastanza strano che il Governo voglia respingerla e non faccia nessun controprogetto - dichiara il presidente della Spab Emanuele Besomi -. Ricordo che da un sondaggio eseguito alla fine del 2023 più del 75% della popolazione era d’accordo ad una limitazione dell’utilizzo dei fuochi d’artificio. Ed è questo che deve passare come informazione: non si vogliono vietare tout court tutti i fuochi d’artificio, ma semplicemente limitare l’utilizzo agli eventi autorizzati”. Infatti l'iniziativa vuole vietare l'uso di quelli rumorosi da parte dei privati.
"Lo sguardo di un animale terrorizzato vale più delle parole"
Lo scorso novembre erano state consegnate a Berna oltre 130'000 firme, e a dicembre un sondaggio commissionato dal portale Watson ha mostrato come tre quarti degli svizzeri sarebbero favorevoli. Ora il Governo ha invitato il Parlamento a respingere l’iniziativa senza presentare alcun controprogetto. Secondo l'Esecutivo, cantoni e comuni dispongono già delle basi giuridiche sufficienti per limitare gli spettacoli pirotecnici. Inoltre l’inquinamento e il rumore avrebbero una durata limitata ed effetti relativamente contenuti. “Oggi il grosso problema è che per ogni nonnulla (una festa di compleanno, una partita di calcio o una festa privata), la gente si mette a sparare fuochi d’artificio e i padroni, che sono particolarmente sensibili, non hanno la possibilità di mettere in sicurezza il proprio animale ", spiega Besomi. Animali che sono spaventati: "Bisogna vedere un cane e un gatto che è terrorizzato dai fuochi d’artificio. Lo sguardo ti fa capire meglio di qualsiasi parola la situazione che sta vivendo”.
Si stressano anche gli animali selvatici
Non solo gli animali domestici, ma anche quelli selvatici subiscono gli effetti dei fuochi. L’iniziativa ha quindi unito tutto il panorama degli interessati al tema e chiede in particolare di vietare le vendite e l’uso di fuochi d’artificio dei privati, ad eccezione di quelli non rumorosi come bengala o fontanelle. Sarà però possibile accordare dei permessi per eventi di importanza sovraregionale. “Una volta i fuochi d’artificio per noi erano il 1° d’agosto e basta", ricorda Besomi, che sottolinea come oggi si sparano i fuochi d’artificio per qualsiasi tipo di evento privato "non dando tempo agli animali domestici di essere messi in sicurezza e stressando gli animali selvatici che si vedono il cielo illuminato e la tranquillità del bosco disturbata da colpi improvvisi”.

