
Il consigliere federale Moritz Leuenberger ha annunciato stamane che lascerà il governo a fine anno, dopo 15 anni durante i quali ha sempre diretto il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, delle energie e delle comuncazioni. Per il momento Leuenberger lascia da solo l'esecutivo: un eventuale altro ritiro potrebbe venir annunciato dopo la sessione autunnale della Camere, ha detto lo stesso ministro socialista in una conferenza stampa. "Non andate troppo in cerca di motivi tattici relativi alla mia partenza", ha aggiunto, precisando di aver informato i colleghi delle proprie intenzioni in modo paritario nei tempi. Non ha voluto fornire precisazioni sulle discussioni con Hans-Rudolf Merz e Micheline Calmy-Rey, chiamati in causa per la presidenza della Confederazione il prossimo anno. Alla domanda se una lunga corsa alla successione potrebbe nuocere al Partito socialista prima delle elezioni federali del 2011, Leuenberger ha risposto: "non credo". Ha aggiunto che i rapporti con il suo partito, che è stato informato delle dimissioni prima della odierna conferenza stampa, non sono mai stati così buoni come in questi ultimi tempi. Le sue dimissioni non hanno nulla a che vedere con i recenti temi affrontati in Consiglio federale. "Si tratta di una mia decisione", ha precisato il ministro. Con la partenza di Leuenberger il Consiglio federale perde il suo decano. Rappresentante della Svizzera più urbana ed intellettuale, ha guidato con successi alterni un dipartimento spesso definito mammut. Pronto quando si trattava di presentarsi in pubblico, Leuenberger non ha mai amato i bagni di folla. Ironico e preciso, riservato talvolta al punto da risultare scontroso, era l'esatto contrario di ciò che può essere definito un politico con i piedi per terra. Più incline all'introspezione che al confronto, si è spesso battuto contro detrattori in entrambi i poli dello scacchiere politico. Una parte del PS gli ha spesso rinfacciato lo smantellamento del servizio pubblico e di avvicinarsi troppo alla "terza via", ma lui sembra non aver mai badato a queste critiche. Avvocato, nato a Bienne nel 1946, si era stabilita a Zurigo per gli studi e non era più partito. Dal 1972 al 1980 era stato presidente del Partito socialista cittadino e dal 1974 al 1983 era stato membro del Consiglio comunale. Eletto in Consiglio nazionale nel 1979, aveva assunto dal 1991 al 1995 la carica di Consigliere di Stato del canton Zurigo. Il 27 settembre del 1995 viene eletto in Consiglio federale quale successore di Otto Stich. Successione: il Ticino giocherà la carta Pesenti?Ora parte la corsa alla sua poltrona. Una corsa che, in Ticino, potrebbe anche portare ad una nuova candidatura della consigliera di Stato uscente Patrizia Pesenti. Anche se Leuenberger è zurighese e dunque è verosimile che a prendere il suo posto sarà un socialista svizzero-tedesco. "E' un amico del Ticino. E' presto per parlare di successione", dice a Radio3iii il presidente del PS ticinese Manuele Bertoli. "Ma penso che sia abbastanza normale pensare, visto che abbiamo due rappresentanti in Governo, uno latino e uno germanofono, che a prendere il posto di Leuenberger sarà un rappresentante di quest'ultima regione linguistica. Poi si vedrà cosa faranno gli altri partiti".Pelli: "Rimangono molti cantieri aperti" Il Partito liberale-radicale svizzero stila un bilancio in chiaroscuro dell'operato di Moritz Leuenberger in governo. Il suo impegno in favore dell'ambiente e del potenziamento delle infrastrutture ha certamente prodotto risultati, ma i consumatori hanno dovuto mettere mano al portafoglio. Leuenberger lascia dietro di sé molti cantieri aperti - afferma il presidente del PLR Fulvio Pelli in un comunicato - quali le ferrovie, la Posta, la politica energetica e
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