
Trovare soluzioni sostenibili: è questa la sfida che Alain Berset, neoeletto consigliere federale e nuovo ministro dell'interno, intende raccogliere. Il 39enne socialista afferma, in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale romando "Matin Dimanche", di non aver paura di impegnarsi in dossier poco popolari quali l'AVS e i costi sanitari."Quando si fa politica a livello di Consiglio federale non si sceglie se impegnarsi o meno su un particolare argomento in base alla valutazione dei rischi a corto termine. Si tratta di questioni fondamentali per le quali bisogna impegnarsi totalmente, ed è quello che intendo fare", dichiara Berset.Alla domanda se tema rapporti burrascosi con il suo partito, in particolare qualora fosse costretto ad aumentare l'età pensionabile, Berset ammette che tra i diversi attori coinvolti nel dossier "c'è sempre un potenziale di dibattito, di scambio e quindi anche di tensione". Ma "la cosa importante è identificare i punti in cui si può trovare un equilibrio. Mi rendo conto che questa sarà una parte importante del mio lavoro negli anni a venire". "Se ciò mi spaventasse non sarei qui ora. E vi garantisco che non ci sarà alcun tabù", aggiunge il neo ministro.Affrontando il tema della cassa malattia unica il neo consigliere federale potrebbe ritrovare sulla propria strada il socialista vodese Pierre-Yves Maillard, suo concorrente nella corsa al governo. Un'eventualità che Berset afferma di non voler commentare prima di aver assunto la nuova funzione. Pur avendo firmato il testo, il friburghese precisa di non fare tuttavia parte del comitato iniziativista: "e in ogni caso il mio ruolo è cambiato. Ora, io rappresento il parere del Consiglio federale. La collegialità è proprio questo".Giustificando il fatto di essere stato forse poco ascoltato sulle questioni relative alla salute e alla previdenza sociale nel corso degli otto anni trascorsi in Consiglio degli Stati, Berset si descrive come "un generalista della politica federale"."Non sono forse stato presente a livello mediatico su questioni relative a questo dipartimento, ma ciò non significa che questi temi non mi interessano. Ci siamo occupati ampiamente dell'assicurazione invalidità, del futuro dell'AVS e dei costi della salute", aggiunge.Per quanto riguarda la sua attribuzione al Dipartimento dell'Interno, piuttosto che a quello degli Affari esteri per il quale aveva espresso una preferenza, il socialista si mostra categorico: "nessuno mi ha spinto, né il Consiglio federale, né il mio partito. In seno al Governo la decisione è stata presa molto rapidamente e in maniera consensuale e, ne sono certo, con soddisfazione dell'intero collegio".Allo stesso modo Berset nega qualsiasi accordo tra il Partito socialista e quello liberale radicale: "non è stato uno scambio e sono in buona posizione per fare quest'affermazione. C'è stata una discussione molto aperta tra i sette membri del Consiglio federale". "Se Didier Burkhalter non avesse voluto cambiare non avrebbe cambiato. Inoltre il mio parere è stato tenuto in considerazione: se la decisione è stata rapida è stato proprio perché ero d'accordo".ATS
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