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Svizzera
Berset: denunciare atrocità per "sentirsi a casa nel mondo"
Redazione
9 anni fa

"La tortura e tutte le altre forme di negazione dell'altro sono purtroppo diffuse ancora oggi. Denunciarle e impedirle affinché ognuno possa 'sentirsi a casa nel mondo' è una battaglia che va combattuta su più fronti: nella politica, nel diritto e nell'educazione". Lo ha detto il presidente della Confederazione Alain Berset nel suo messaggio in occasione della Giornata internazionale della memoria delle vittime dell'Olocausto (l'anniversario della liberazione di Auschwitz), nel quale ha reso omaggio a tutte le vittime del nazismo. "Anche nel 2018, nessuno può legittimamente considerare superata la riflessione sull'Olocausto. Una tragedia che ha insanguinato il cuore del mondo cosiddetto moderno e civile e che ci induce a interrogarci sulle peggiori atrocità che gli esseri umani sono capaci di commettere sui propri simili. Una di queste è la tortura", ha sottolineato Berset. La Svizzera - ha aggiunto il presidente - s'impegna in particolare nel quadro dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), un'associazione di 31 Stati che attualmente presiede. Per la prima volta nella sua storia, l'IHRA ha adottato una strategia con priorità chiare, che mirano a sensibilizzare maggiormente le autorità sulla realtà della persecuzione degli Ebrei, dei Rom, dei Sinti e degli Jenisch. Nel quadro della presidenza dell’IHRA, la Confederazione sostiene numerosi progetti con partner locali, in particolare alte scuole pedagogiche. In alcune conferenze internazionali - ha precisato Berset - sono stati approfonditi i metodi dell'insegnamento della storia dell'Olocausto in diversi Paesi europei e i meccanismi che hanno condotto - preludio all'Olocausto - alla messa a morte da parte dei nazisti di centinaia di migliaia di persone disabili.

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