
Le democrazie sono a un "punto di svolta" e "lo Stato di diritto è minacciato". Lo ha rilevato oggi a Davos il presidente della Confederazione Alain Berset nel suo discorso di apertura del Forum economico mondiale (WEF), ribadendo la condanna svizzera dell'offensiva russa. L'ascesa del populismo è una reazione alle crescenti disparità, ha proseguito il consigliere federale, chiedendo maggiore "equità sociale", anche nelle discussioni del WEF.
Multilateralismo è essenziale
Davanti alla First Lady ucraina Olena Zelenska, Berset ha nuovamente denunciato il "brutale attacco" della Russia nei confronti non solo dell'Ucraina, ma anche del diritto internazionale e del multilateralismo. Ha inoltre aggiunto che la Svizzera farà "tutto il possibile" per rafforzare questi valori in seno al Consiglio di sicurezza dell'ONU. I governi devono essere solidali con la popolazione rimasta in Ucraina, ma anche con i rifugiati, ha insistito Berset, aggiungendo che le sfide attuali, dalle pandemie alle migrazioni, dai cambiamenti climatici alla proliferazione delle armi e alle guerre, richiedono un maggiore multilateralismo.
Fame nel mondo
Il presidente della Confederazione si è detto anche preoccupato per la crescente insicurezza alimentare. Oggi sono complessivamente 350 milioni le persone a rischio di malnutrizione acuta, contro le circa 150 milioni prima della pandemia e della guerra in Ucraina, ha fatto notare, aggiungendo che gli effetti del conflitto sui Paesi africani "sono drammatici". L'accordo sulle esportazioni di grano ucraino, mediato dall'ONU tra Mosca e Kiev, ha contribuito a far scendere i prezzi negli ultimi mesi, ma quelli dei fertilizzanti sono una preoccupazione sia per l'ONU che per la Svizzera.
La first lady ucraina: "Solo uniti possiamo vincere"
Dopo Berset, ha preso la parola la first lady ucraina Olena Zelenska, che ha parlato della situazione che sta affrontando il suo Paese. "Stiamo affrontando una minaccia globale e solo se siamo uniti possiamo vincere", ha esordito. "L'aggressione della Russia - ha aggiunto - non è limitata solo al nostro paese. Potrebbe andare oltre i nostri confini se non viene fermata". "Nei territori occupati, migliaia di ucraini attendono di essere liberati e nel frattempo subiscono la repressione dei russi. Nel nostro paese nessuno è al sicuro, si rischia la vita ogni giorno perché non ci sono luoghi off-limits per il nemico", ha proseguito. "Nessun bambino dovrebbe fare i compiti con la luce delle candele, nessuno medico dovrebbe operare con la torcia elettrica", ma questo è quello che succede in Ucraina, ha aggiunto.

Von der Leyen: "Aiuti UE all'Ucraina finché servirà"
Dal canto suo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato che l'Europa sarà sempre con l'Ucraina. Sul fronte degli aiuti economici "ci saremo, per tutto il tempo che sarà necessario", ha detto, riferendosi alla prima tranche di nuovi aiuti da 3 miliardi di euro all'Ucraina, parte di un pacchetto da 18 miliardi per il 2023. "Non ci sarà nessuna impunità contro questi crimini", ha ancora avvertito la presidente della Commissione europea riferendosi all'aggressione militare russa dell'Ucraina. "Nemmeno gli attacchi senza sosta della Russia ai civili, o lo spettro di un inverno brutale, hanno fatto vacillare la vostra determinazione", ha detto von der Leyen rivolgendosi agli ucraini.
Le relazioni Svizzera-UE
Per quanto riguarda le relazioni Svizzera-UE, non sono previsti colloqui formali tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e quello della Confederazione, ad eccezione di una stretta di mano, a significare che la situazione è ancora bloccata. Un nuovo round esplorativo per far progredire le relazioni è in programma venerdì a Bruxelles, nell'ultimo giorno del WEF. A Davos, solo Karin Keller-Sutter incontrerà un membro della Commissione europea, Paolo Gentiloni, responsabile dell'economia. Sono comunque previsti diversi colloqui con funzionari degli Stati membri dell'UE.

