
La Confederazione vuole ridurre la pubblicità di prodotti ricchi di zuccheri, grassi e sale rivolta espressamente ai bambini di età inferiore ai 13 anni. Obiettivo è per esempio evitare la promozione di alimenti come patatine, cioccolato o bevande zuccherate nei pressi delle scuole.
Coprire tutti i canali pubblicitari
L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha reso noto di aver presentato oggi a Berna ai rappresentanti dell'industria alimentare e pubblicitaria una proposta di autoregolamentazione. Quest'ultima dovrebbe riguardare l'intero settore e coprire tutti i canali pubblicitari rilevanti - anche online - attraverso i quali i bambini vengono raggiunti in modo massiccio e mirato. Tra questi figurano la televisione, internet, i social media, i giochi online o i manifesti affissi nei pressi delle scuole.
Le basi scientifiche dell'OMS
La riduzione della pubblicità dovrà inoltre essere scientificamente fondata sulla base del profilo nutrizionale stilato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Infine, l'autoregolamentazione dovrà essere controllata dalla Confederazione. Il settore alimentare e pubblicitario ha tempo fino a metà luglio per confermare la propria partecipazione all'autoregolamentazione e impegnarsi a rispettare i criteri richiesti.
Un bimbo su cinque sovrappeso o obeso
La pubblicità di dolciumi, snack e bevande zuccherate influenza le abitudini alimentari dei bambini e favorisce il consumo di alimenti e bevande ipercalorici, ricorda l'USAV. Parallelamente in Svizzera un bambino su cinque soffre di sovrappeso o obesità, ciò che aumenta notevolmente il rischio di sviluppare malattie come il diabete di tipo 2 o malattie cardiovascolari. I modelli alimentari acquisiti in tenera età influenzano in modo duraturo l'alimentazione nelle fasi successive della vita, viene indicato nella nota.

