
L'Ufficio dell'assistenza sociale del Canton Berna ha reso noto oggi i nomi di enti e organizzazioni che da luglio 2020 potranno occuparsi dei richiedenti asilo, un mandato da circa 50 milioni di franchi. Per le organizzazioni escluse si prospettano tempi difficili e si temono licenziamenti in massa.
Si tratta in particolare dell'Esercito della salvezza e dell'Associazione Asilo di Bienne e regione (ABR), che a loro dire assistono attualmente circa 4000 richiedenti asilo, ma anche di Caritas.
Daniel Röthlisberger dell'Esercito della salvezza ha dichiarato a Keystone-ATS che per la sua organizzazione d'aiuto ai profughi la decisione significa un taglio di almeno 150 posti di lavoro. Essa sta ora valutando se presentare ricorso.
Dal canto suo, la ARB occupa, secondo il suo direttore Philipp Rentsch, circa 100 persone. Egli ha detto di non poter ancora avanzare stime sulle conseguenze per l'organizzazione della decisione annunciata oggi.
Anche il responsabile della comunicazione di Caritas Berna, Oliver Lüthi, è molto preoccupato: alla "Berner Zeitung" online ha parlato di "licenziamento di massa" in vista, affermazione confermata a Keystone-ATS: a una buona novantina di persone che si occupano dell'assistenza e dell'integrazione dei profughi Caritas non potrà più offrire prospettiva alcuna a partire dalla fine del 2020. Anche questa organizzazione sta valutando la possibilità di un ricorso contro l'assegnazione dei mandati.
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