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Svizzera
Berna ha rifiutato di produrre il vaccino
Marco Jäggli
5 anni fa
La Confederazione aveva declinato la proposta di Lonza di aprire una linea di produzione apposita per la Svizzera del vaccino Moderna: “Non c’era la base giuridica”

I ritardi nelle consegne dei vaccini forse si potevano evitare: Lonza infatti, che produce il vaccino Moderna nel suo stabilimento di Visp (Vallese), aveva proposto alla Confederazione di allestire una propria linea di produzione del preparato. L’obiettivo di Lonza era infatti di produrre 600 milioni di dosi per l’azienda americana, ma questa ha fatto un ordine per soli 400 milioni. Un totale di 200 milioni di dosi quindi, potenzialmente, sarebbero potute essere prodotte dalla stessa Svizzera. È quanto afferma un articolo pubblicato oggi dal Tages-Anzeiger, che ha appreso la notizia da diverse fonti, secondo le quali l’offerta sarebbe stata fatta direttamente dal Presidente di Lonza Albert Baehny.

“Non c’era la base giuridica”
Per quale motivo la Confederazione avrebbe preso questa decisione? "La base giuridica sarebbe dovuta essere adattata per investire nella produzione statale di vaccini. E anche una produzione statale non avrebbe potuto fornire immediatamente abbastanza dosi per tutti”, ha risposto Nora Kronig, vicedirettrice dell’Ufsp e responsabile dell'approvvigionamento di vaccini per la Svizzera". Né Lonza né Moderna, scrive il giornale, hanno voluto commentare la questione. "Ci è sempre stato chiaro che ci sarebbe stata una carenza di vaccini all'inizio”, ha aggiunto Kronig, ”ci sono limiti di produzione che solo il tempo potrà risolvere. La produzione annuale non può essere pronta nei primi mesi".

Un’occasione persa?
Secondo il quotidiano d’Oltralpe allestire una linea di produzione avrebbe richiesto circa 70 milioni di franchi e almeno 70 dipendenti per produrre 100 milioni di dosi. Inoltre, una volta avviata, questa linea avrebbe permesso anche di sopperire al bisogno di altre nazioni, grazie alle dosi in eccesso. Secondo il quotidiano d’Oltralpe uno dei motivi ulteriori che avrebbe portato a rigettare l’offerta potrebbe essere l’avversione per gli investimenti e la produzione statale della teoria economica liberale. Infatti, nonostante sia gli Stati Uniti che la Germania abbiano investito somme consistenti nella ricerca dei vaccini, nessuna delle due nazioni ha messo in piedi una produzione statale.

Il Plr: “Esigiamo chiarimenti, se necessario con Commissione parlamentare d’inchiesta”
Dura la reazione del Plr che, in una nota stampa, “esige che il Consiglio federale e in particolare il Dipartimento federale dell’Interno (DFI) fornisca i necessari chiarimenti già nella conferenza stampa in programma domani”. Il partito ritiene inoltre che il Consiglio federale abbia rifiutato la proposta per motivi “non trasparenti”. Una tale decisione della Confederazione è “incomprensibile e scandalosa”, aggiunge: “Attraverso il diritto d’urgenza o senza base legale, il Consiglio federale ha potuto chiudere interi rami dell'industria mentre attivare una linea di produzione non dovrebbe essere possibile?”. Per questo il partito richiede che, se necessario, una Commissione parlamentare d’inchiesta (PUK) dovrebbe indagare sulle circostanze.

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