
Il Consiglio federale «era al corrente dell'arresto di Hannibal Gheddafi a Ginevra ancor prima che questo avvenisse» e aveva dato «via libera al cantone per iscritto»: lo afferma il presidente del governo ginevrino François Longchamp, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano «Le Temps». Il consigliere di Stato radicale ha deciso di uscire dal riserbo che si era imposto durante la crisi, «visto che gli ostaggi sono liberi e che si comincia a parlare della fattura e della partecipazione di Ginevra al pagamento». Longchamp, in nome del governo, si mostra intransigente su quest'ultimo punto: «Nel contesto attuale non intendiamo versare un solo franco». «Oggi, il Consiglio federale tenta di trarsi d'impaccio facendo ricadere le colpe su Ginevra. Non intendiamo assumere una responsabilità che non ci incombe», sottolinea il consigliere di Stato. Egli rammenta che «tutte le inchieste» condotte sulle condizioni dell'arresto di Hannibal Gheddafi sono giunte alla conclusione che la polizia e la giustizia ginevrine avevano agito nella piena legalità. «Non bisogna dimenticare - prosegue - che atti manifestamente illegali sono stati commessi dal figlio di un capo di Stato a Ginevra». Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar, era stato arrestato il 15 luglio 2008 in un albergo a cinque stelle della città sul Lemano e trattenuto due notti in guardina dopo che lui e la moglie Aline erano stati denunciati per maltrattamenti da due domestici maghrebini. Longchamp rammenta che il governo ginevrino si è scusato per la pubblicazione delle foto segnaletiche di Gheddafi il 4 settembre 2009 sulla «Tribune de Genève», perché a passarle al giornale è stato «verosimilmente un agente dello Stato». Un procedimento penale è in corso, ma l'inchiesta sembra protrarsi senza risultati. François Longchamp deplora la mancanza di comunicazione con Berna sulla vicenda. «In questi ultimi giorni, Ginevra ha saputo tutto dalla stampa», in particolare il fatto che il Consiglio federale ha versato 1,5 milioni di franchi su un conto in Germania per il risarcimento di Gheddafi junior e che Ginevra avrebbe dovuto contribuire al pagamento. ATS
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